Addetti al non profit utili idioti?

Don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, spiega alla platea del XIII seminario di formazione per giornalisti Redattore Sociale, che si è svolto dall’1 al 3 dicembre 2006 a Capodarco di Fermo (Ap), perché il vasto mondo dell’associazionismo, la cui crescita è spesso esaltata in termini trionfalistici, oggi in Italia in realtà conta molto poco.

Per Albanesi i mondi del non profit, che fino agli anni Novanta erano gli interlocutori della politica, oggi non lo sono più perché ogni ufficio statale, centrale o periferico, ha la pletora (pagata) dei propri consulenti. Cifre enormi per gli addetti che studiano, propongono, suggeriscono, consigliano, parlano di dipendenze senza aver mai incontrato un tossicodipendente, di malati psichiatrici senza averne mai conosciuto uno. Il sociale, insomma, è divenuto un ambito di risorse i cui maggiori vantaggi sono intercettati dai mediatori e non dai destinatari.

A questo scenario si aggiunge come nuovo elemento il discredito del mondo non profit. Esplicita, a questo proposito, la replica di don Vinicio a un’inchiesta di Report sui cosiddetti “lavoratori esternalizzati”, andata in onda il 12 novembre 2006, in cui è stata citata anche la Cooperativa Capodarco, che gestisce alcuni servizi all’interno dell’ospedale Sant’Andrea di Roma.

 
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