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Capezzelig, il lavoro e l’Occidente avanzato

Daniele Capezzone, alias CapezzeligPerfettamente calato nel nuovo ruolo di portavoce di Forza Italia – una sorta di pena di contrappasso per chi è stato segretario dei Radicali italiani e presidente della Commissione Attività produttive della Camera – Daniele Capezzone, noto anche come Capezzelig per la straordinaria capacità di adattare le proprie opinioni al referente politico di turno, ha diligentemente difeso la norma anti-precari voluta da governo e maggioranza spiegando che “in tutto il mondo gli stessi lavoratori preferiscono una congrua indennità al reintegro, inclusa la quasi totalità dei paesi dell’Occidente avanzato governati dalle coalizioni di centrosinistra”.

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Lontano dagli occhi, lontano dal cervello

Dai rifiuti di Napoli al giro di vite contro immigrati, prostitute e intercettazioni, un filo nero lega i primi passi del governo Berlusconi, dando forma a quella che può essere definita la strategia della scopa e del tappeto. E’ un approccio che esalta l’apparenza a danno della sostanza, il travisamento a danno della trasparenza, ed è dunque perfettamente coerente con il dna dell’attuale maggioranza, plasmata dalla natura fondamentalmente populista e imbonitrice del suo leader.

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Le parole della destra

Sono bastati pochi giorni per rendersi conto della differenza sostanziale – numeri parlamentari a parte – tra il governo Prodi e il nuovo esecutivo targato Berlusconi. Se l’esordio del primo era stato accompagnato da termini cervellotici o impopolari come cuneo fiscale, indulto o il cosiddetto “scippo del tfr”, il secondo ha inaugurato il suo mandato con parole dal significato chiaro e immediatamente comprensibile da qualsiasi cittadino.

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Scandaloso Travaglio

Marco TravaglioA sette anni dalla puntata di Satyricon che costò il posto in Rai a Daniele Luttazzi, è di nuovo polemica attorno a Marco Travaglio dopo la sua partecipazione a Che tempo che fa. Allora come oggi va in scena lo stesso (quasi) identico copione. Travaglio, intervistato da Fabio Fazio, ricorda alcuni fatti relativi al potente di turno (nel 2001 Berlusconi, oggi il neopresidente del Senato Renato Schifani), peraltro già riportati in alcuni libri, e subito si alza un polverone di dichiarazioni indignate che parlano di “vergognosa imboscata” (Altero Matteoli), “agguato televisivo premeditato” (Maurizio Gasparri), “uso distorto della tv di Stato” (Enrico La Loggia), “attacco a freddo” (Franco Frattini).

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Meno male che Silvio c’è

Renato Farina, alias agente BetullaSono in molti, in questo inizio di legislatura, a intonare il ritornello che ha accompagnato la campagna elettorale di Berlusconi, a partire da amici e collaboratori come Marcello Dell’Utri e Deborah Bergamini, ripagati delle rispettive disavventure con un seggio nel nuovo parlamento. Ma a pochi giorni dal Vaffaday promosso a Torino da Beppe Grillo per un’informazione libera, l’elezione che fa più scalpore – anche se in realtà non ne ha parlato praticamente nessuno – è soprattutto quella di Renato Farina, l’ex vicedirettore di Libero radiato dall’Ordine dei Giornalisti per aver spiato colleghi e svolto operazioni di depistaggio per conto del Sismi, il servizio segreto militare italiano.

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Grillo contante e i professionisti della disinformacia

Beppe GrilloPur nutrendo qualche dubbio sull’opportunità di abolire in blocco il finanziamento pubblico all’editoria, che potrebbe nuocere al già precario pluralismo dei nostri media penalizzando testate che meritano di esistere, da giornalista devo riconoscere che il V2-Day sulla “libera informazione in un libero Stato” promosso da Beppe Grillo per oggi, 25 aprile 2008, è sacrosanto e richiama l’attenzione – con i modi bruschi, talvolta perfino brutali del mattatore da palcoscenico – su un problema vero e fondamentale nella vita di una democrazia degna di questo nome.

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Silvio, ritorno col botto (di mitra)

“Piccolo fuori programma durante la conferenza stampa congiunta tra Vladimir Putin e Silvio Berlusconi quando una cronista russa, Natalia Melikova, della Nezavsinaya Gazeta, domanda con una certa insistenza al leader russo se fossero vere le indiscrezioni sulla sua relazione con una ex olimpionica di ginnastica artistica e altri dettagli sulla sua vita familiare e privata. Prima che Putin rispondesse, Silvio Berlusconi sorridente mima con le mani un mitra e lo indirizza verso la giornalista. Putin se ne accorge e annuisce”.

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Questione di PILing

L’inchiesta di Michele Buono e Piero Riccardi, andata in onda ieri sera a Report, nel mettere a nudo le contraddizioni del nostro sistema agroalimentare ha riproposto la critica al Pil, il prodotto interno lordo, come misuratore del benessere effettivo di un paese.

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Un post-it per la Storia

Quando la Storia giudicherà, finalmente, Silvio Berlusconi – sempre che nel frattempo il fido Dell’Utri non l’abbia riscritta e che non sia scattata l’ennesima prescrizione – c’è da augurarsi che si ricordi di addebitare al leader del sedicente Popolo della Libertà anche 390.297 euro. A tanto ammonta, infatti, la liquidazione incassata un mese fa da Deborah Bergamini, la sua ex segretaria, per i cinque anni di attività trascorsi sul libro paga della Rai.

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Per una moratoria di Giuliano Ferrara

Giuliano FerraraTanto di cappello a Giuliano Ferrara. Dirige un quotidiano letto da quattro gatti e conduce da anni una trasmissione di nicchia su La 7, eppure negli ultimi due mesi e mezzo è riuscito a occupare quotidianamente, con la sua stazza ingombrante, le ristrette frequenze della nostra tv via etere. Per fare cosa? Metterci al corrente che è contro l’aborto, bollato come “l’omicidio perfetto”. Spiegarci che anche se è legale non lo ritiene legittimo. Che è convinto che lo Stato non faccia abbastanza per far cambiare idea alle donne intenzionate ad abortire.

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L’etica miope di Casini e Formigoni

Roberto FormigoniHanno ragione Pierferdinando Casini e Roberto Formigoni: la campagna elettorale non può ignorare i temi etici. Basta mettersi d’accordo su quali siano questi temi, che per il leader dell’Udc e il presidente ciellino-forzista della Regione Lombardia sembrano ridursi all’aborto, alla pillola del giorno dopo, alla fecondazione assistita e alla strenua difesa della famiglia eterosessuale fondata sul sacro vincolo del matrimonio.

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Il remake di Capezzelig, illuminato sulla via di Arcore

Daniele Capezzone“L’intervento di Silvio Berlusconi a Porta a Porta mi è parso ottimo, nel metodo e nel merito. Quanto agli elementi di metodo, mi è sembrato molto convincente il fatto di insistere su alcuni punti programmatici (pochi e assai chiari), di preannunciarne la traduzione in disegni di legge, e anche (sorpresa positiva) in qualche decreto-legge, proprio per dare il senso di una possibile terapia d’urto”.

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I media e la “strategia” di Giuliani: perdere sempre

Rudy GiulianiLe ambizioni presidenziali del Titanic Giuliani si sono schiantate la scorsa notte contro l’iceberg della Florida. Nulla da fare per il “sindaco-eroe dell’11 settembre”, che fino all’ultimo – nonostante i poco incoraggianti sondaggi della vigilia – ha ostentato ottimismo, salvo ritrovarsi ancora una volta alle spalle di John McCain e Mitt Romney, distanziato di una ventina di punti percentuali – una voragine – dal vincitore.

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Dear Leoluca, tua Hillary

Hillary Clinton“A un anno dal 20 gennaio 2009, giorno del giuramento del nuovo presidente Usa, in Italia c’è chi ha già prenotato il biglietto per Washington in caso di vittoria di Hillary Clinton”. Il più intimo tra i sostenitori italiani dell’ex first lady, rivela l’Espresso in edicola, è l’ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando, oggi deputato dell’Italia dei Valori.

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Requiem per la riforma che non c’è

Il canto del cigno del governo Prodi suona anche come un requiem alla grande riforma mancata. Che non è quella elettorale, sulla quale in questi mesi si sono concentrate per l’ennesima volta le energie e le chiacchiere della classe politica, bensì quella della tv, già oggetto del mea culpa collettivo del centrosinistra durante l’ultimo quinquennio berlusconiano.

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