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Tuo figlio è autistico? Fallo fuori

Una madre costretta a partorire in carcere un figlio nato con una malformazione congenita. Un padre che dopo aver strangolato il figlio autistico di 26 anni viene scarcerato, guadagnandosi un invito a raccontare in prima persona la sua storia nei telegiornali della prima serata. Due vicende parallele che rischiano di passare inosservate nel giorno della grande discesa in campo di Walter Veltroni, il Mosè del popolo smarrito del centrosinistra che dal Lingotto di Torino ha dettato le sue tavole della legge. Due vicende che però rappresentano alla perfezione le contraddizioni di un’Italia sottosopra, che lascia in gattabuia chi ha appena messo al mondo un figlio, e restituisce subito la libertà, con tanto di lasciapassare televisivo, a chi ha appena ammazzato il suo.

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Gli immigrati e il Circo Barnum dell’informazione

Vignetta di Mauro BianiKarolina Zdziarswa è morta a cinque anni perché si è trovata al posto sbagliato nel momento sbagliato. Nella cucina di casa sua, in braccio al papà, quando un uomo ha deciso di risolvere con due colpi di pistola una rissa scoppiata poco prima in un bar. Il padre ha cercato di rianimarla, è corso in strada, ha urlato per chiedere aiuto, in preda alla disperazione ha anche sfondato il vetro della finestra di una casa, ma nessuno è intervenuto. I vicini evidentemente non c’erano e, se c’erano, dormivano. Quando sul posto sono arrivati – finalmente – i soccorritori, per Karolina, colpita da un proiettile alla testa, non c’era più nulla da fare.

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Violenza sulle donne, spesso l’orco è in famiglia

Violenza sulle donneA dispetto di stereotipi duri a morire, la violenza sulle donne non ha colore né cultura ma solo un sesso, quello maschile. A confermarlo è un lancio di Stefania Cecchetti pubblicato oggi dall’agenzia Redattore Sociale, che cita i dati del Soccorso violenza sessuale (Svs), un’associazione di volontariato che ha sede presso la clinica Mangiagalli di Milano. Si scopre così che la maggioranza delle vittime non sono vestite in modo provocante e aggredite in luoghi pericolosi delle città. Nel 59 per cento dei casi, infatti, l’aggressore è una persona conosciuta dalla donna e solo nel 37 per cento dei casi un estraneo.

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Lo scandalo Annozero nel paese dei reggimicrofono

Sex crimes and the VaticanScontata la reazione di molti esponenti del centrodestra che strillano alla lesa maestà papale dopo la puntata di giovedì sera di Annozero, dedicata a “Sex crimes and the Vatican”, l’inchiesta della Bbc sui crimini sessuali commessi da alcuni preti e sull’atteggiamento omertoso tenuto in merito dalle gerarchie vaticane. Con sprezzo del ridicolo, c’è chi si è spinto fino a denunciare, come ha fatto il senatore Udc Francesco D’Onofrio, l’esistenza di una non meglio precisata “strategia tendente a distruggere punti fondamentali del cattolicesimo italiano e mondiale”.

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Baldoni, Mastrogiacomo e l’isola Ferdinandea

Daniele Mastrogiacomo è tornato a casa. Vivo. Nel mare di chiacchiere che hanno fatto da colonna sonora prima alla sua prigionia e poi alla sua liberazione, è questo l’unico fatto davvero degno di nota. Sulle polemiche meschine e a scoppio ritardato che hanno preso spunto dal “fastidio” dell’amministrazione Usa per le modalità del rilascio del giornalista di Repubblica sequestrato in Afghanistan – immancabili in un paese in cui malauguratamente la madre dei pennivendoli è sempre incinta – Gennaro Carotenuto ha scritto considerazioni molto sensate sul suo sito.

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La gogna mediatica e quella politica

C’è del marcio nella triste vicenda di Silvio Sircana, il portavoce del governo Prodi indirettamente coinvolto, suo malgrado, nel cosiddetto scandalo di Vallettopoli. E non è solo il marcio di Berlusconi, che lamenta l’imbarbarimento dell’informazione come se a sbattere il “mostro” Sircana in prima pagina fossero state l’Unità o la Repubblica, e non il Giornale, il quotidiano di famiglia diretto dal fedelissimo (a Berlusconi) Maurizio Belpietro.

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La fiction elettorale di Hillary

Hillary ClintonSu Scene Digitali Vittorio Zambardino segnala la novità del breve discorso con cui Hillary Clinton ha presentato la sua candidatura alle primarie democratiche, prima tappa della corsa verso la presidenza degli Stati Uniti. In un video di un minuto e 45 secondi, spiega Zambardino, l’ex first lady annuncia l’intenzione di avviare una conversazione con l’America, utilizzando Internet “come mezzo per instaurare e far crescere un rapporto sociale e politico, per permettere una interazione finora ingessata dentro forme rituali”. Così, a partire da oggi, la senatrice e il suo staff dialogheranno con gli elettori attraverso una serie di chat e video chat.

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Pierre Haski racconta il sangue della Cina

L’intervento di Pierre Haski, condirettore del quotidiano francese Liberation e autore del libro “Il sangue della Cina”, ha chiuso la tre giorni di lavori del XIII seminario di formazione per giornalisti Redattore Sociale, che si è svolto dall’1 al 3 dicembre a Capodarco di Fermo (Ap). Per cinque anni corrispondente a Pechino per il quotidiano francese, Haski nel 2001 ha raccolto una denuncia anonima sulla gravissima condizione in cui versavano i contadini della provincia rurale dell’Henan, nella Cina centrale, dove nei primi anni Novanta era stata avviata e incoraggiata la vendita di sangue per combattere la povertà e risollevare le sorti economiche della regione.

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Storie di coraggio

Marino SinibaldiL’informazione è fatta anche di piccoli e grandi atti di coraggio. Il coraggio di chi, in un panorama di desolante silenzio mediatico, sente il dovere di sollevare il tappeto sotto il quale finiscono molte storie. Questo il filo conduttore che ha legato i tre giorni di lavori – dall’1 al 3 dicembre – del XIII seminario di formazione per giornalisti Redattore Sociale presso la Comunità di Capodarco di Fermo (Ap), quest’anno dedicato alla memoria di Anna Politkovskaja, la reporter russa uccisa il 7 ottobre scorso a Mosca. Una scelta obbligata, ha spiegato il direttore dell’agenzia Redattore Sociale, Stefano Trasatti, “per non dimenticare”.

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Sotto il tappeto dell’informazione

Sono più di 240, tra giornalisti e operatori dell’informazione, gli iscritti a “Sotto il tappeto. I giornalisti e il coraggio quotidiano”, la XIII edizione del seminario Redattore Sociale, appuntamento ormai tradizionale in programma da oggi pomeriggio fino a domenica presso la Comunità di Capodarco di Fermo, in provincia di Ascoli Piceno.

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Markette in onda Porta a Porta

Con il Porta a Porta andato in onda ieri sera, Bruno Vespa ha dimostrato che anche in televisione una volta toccato il fondo si può cominciare a scavare. Indossando contemporaneamente i panni di giudice, pubblico ministero, psicologo e critico letterario, infatti, il giornalista più pagato e onnipresente della Rai ha dato vita all’ennesima puntata (ormai sono più di 30) dedicata al delitto di Cogne.

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Libertà di stampa, Italia 40esima nel mondo

Nel World Press Freedom Index 2006, il quinto rapporto sulla libertà di stampa nel mondo pubblicato oggi da Reporters sans frontières (Rsf), l’Italia figura al 40esimo posto – guadagnando così due posizioni rispetto all’anno precedente – ma è stata scavalcata da paesi come Bolivia, Ghana, Bulgaria e Panama, e tra gli Stati dell’Europa occidentale precede (di poco) soltanto la Spagna. Il piccolo passo in avanti dell’Italia, precisa l’organizzazione, si deve “alla fine dell’era di Berlusconi” e soprattutto al fatto che durante l’ultima campagna elettorale il suo abuso degli spazi televisivi è stato ripetutamente criticato.

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Anche altri siti nel mirino degli hacker turchi

“Il sito è in fase di ripristino, il servizio verrà ripreso al più presto”. Questo il laconico messaggio che oggi ha occupato per alcune ore l’home page del sito dell’Ordine dei Giornalisti, dopo l’attacco subito ieri da parte di sedicenti hacker turchi impegnati in una “cyber-guerra” alla Francia, colpevole di aver discusso un progetto di legge che prevede sanzioni per chi nega il genocidio armeno del 1915.

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Il sito dei giornalisti “rapito” dagli hacker

Digiti www.odg.it e al posto dell’home page del sito dell’Ordine dei Giornalisti vieni reindirizzato a una pagina che contiene – all’indirizzo http://makara.kayyo.com/h/ – un proclama in un inglese a tratti un po’ maccheronico (e in quello che sembra essere turco) di un sedicente gruppo di “guardiani della Turchia e dell’Islam”, che se la prendono con la Francia, colpevole del “genocidio in Algeria”, e le dichiarano guerra, anzi una cyber-guerra, promettendo di diventare “la sua maledizione nel mondo digitale”.

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Anna Politkovskaja, giornalista

Internazionale ha dedicato la copertina del suo penultimo numero ad Anna Politkovskaja, la giornalista russa di 48 anni assassinata il 7 ottobre a Mosca da un sicario nei pressi della sua abitazione. Dagli articoli riproposti dal settimanale emerge la figura di una donna sincera, coraggiosa, ostinata e appassionata. Virtù tanto rare quanto pericolose in un paese come la Russia contemporanea di Vladimir Putin. E, tutto sommato, anche in Italia.

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