Archivi per Media e informazione

Meno male che Silvio c’è

Renato Farina, alias agente BetullaSono in molti, in questo inizio di legislatura, a intonare il ritornello che ha accompagnato la campagna elettorale di Berlusconi, a partire da amici e collaboratori come Marcello Dell’Utri e Deborah Bergamini, ripagati delle rispettive disavventure con un seggio nel nuovo parlamento. Ma a pochi giorni dal Vaffaday promosso a Torino da Beppe Grillo per un’informazione libera, l’elezione che fa più scalpore – anche se in realtà non ne ha parlato praticamente nessuno – è soprattutto quella di Renato Farina, l’ex vicedirettore di Libero radiato dall’Ordine dei Giornalisti per aver spiato colleghi e svolto operazioni di depistaggio per conto del Sismi, il servizio segreto militare italiano.

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Grillo contante e i professionisti della disinformacia

Beppe GrilloPur nutrendo qualche dubbio sull’opportunità di abolire in blocco il finanziamento pubblico all’editoria, che potrebbe nuocere al già precario pluralismo dei nostri media penalizzando testate che meritano di esistere, da giornalista devo riconoscere che il V2-Day sulla “libera informazione in un libero Stato” promosso da Beppe Grillo per oggi, 25 aprile 2008, è sacrosanto e richiama l’attenzione - con i modi bruschi, talvolta perfino brutali del mattatore da palcoscenico - su un problema vero e fondamentale nella vita di una democrazia degna di questo nome.

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Silvio, ritorno col botto (di mitra)

“Piccolo fuori programma durante la conferenza stampa congiunta tra Vladimir Putin e Silvio Berlusconi quando una cronista russa, Natalia Melikova, della Nezavsinaya Gazeta, domanda con una certa insistenza al leader russo se fossero vere le indiscrezioni sulla sua relazione con una ex olimpionica di ginnastica artistica e altri dettagli sulla sua vita familiare e privata. Prima che Putin rispondesse, Silvio Berlusconi sorridente mima con le mani un mitra e lo indirizza verso la giornalista. Putin se ne accorge e annuisce”.

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Flickr, anche Repubblica.it non cita le fonti

A un mese dal caso che ha coinvolto la redazione di Corriere.it, finita nel mirino di alcuni blogger per un uso un po’ troppo disinvolto di alcune foto di Paulthewineguy prese da Flickr, anche Repubblica.it ripete lo stesso errore. Nello speciale con le gallerie fotografiche dedicate al voto del 13 e 14 aprile, infatti, la sezione dedicata (per ora) alle immagini del Partito Democratico e di Sinistra Critica pubblicate su Flickr non riporta né i nomi degli autori né il link diretto agli scatti originali.

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Per una moratoria di Giuliano Ferrara

Giuliano FerraraTanto di cappello a Giuliano Ferrara. Dirige un quotidiano letto da quattro gatti e conduce da anni una trasmissione di nicchia su La 7, eppure negli ultimi due mesi e mezzo è riuscito a occupare quotidianamente, con la sua stazza ingombrante, le ristrette frequenze della nostra tv via etere. Per fare cosa? Metterci al corrente che è contro l’aborto, bollato come “l’omicidio perfetto”. Spiegarci che anche se è legale non lo ritiene legittimo. Che è convinto che lo Stato non faccia abbastanza per far cambiare idea alle donne intenzionate ad abortire.

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Re Shaulos e l’inutile censura

Re Shaulos IIL’indignazione a reti e schieramenti unificati che ha accolto la notizia della pubblicazione sul web di una “lista nera” di 162 professori universitari ebrei, o considerati tali, rischia di non rendere un buon servizio alla lotta contro l’antisemitismo. Tanto meno alla verità. Ferma restando, infatti, la necessità di non abbassare mai la guardia di fronte a episodi di intolleranza e intimidazione, il clamore mediatico provocato dalla vicenda ha fatto da megafono alla lista in questione, che una volta “oscurata” è stata più letta di quando era liberamente consultabile in rete.

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I media e la “strategia” di Giuliani: perdere sempre

Rudy GiulianiLe ambizioni presidenziali del Titanic Giuliani si sono schiantate la scorsa notte contro l’iceberg della Florida. Nulla da fare per il “sindaco-eroe dell’11 settembre”, che fino all’ultimo - nonostante i poco incoraggianti sondaggi della vigilia - ha ostentato ottimismo, salvo ritrovarsi ancora una volta alle spalle di John McCain e Mitt Romney, distanziato di una ventina di punti percentuali - una voragine - dal vincitore.

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Dear Leoluca, tua Hillary

Hillary Clinton“A un anno dal 20 gennaio 2009, giorno del giuramento del nuovo presidente Usa, in Italia c’è chi ha già prenotato il biglietto per Washington in caso di vittoria di Hillary Clinton”. Il più intimo tra i sostenitori italiani dell’ex first lady, rivela l’Espresso in edicola, è l’ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando, oggi deputato dell’Italia dei Valori.

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Requiem per la riforma che non c’è

Il canto del cigno del governo Prodi suona anche come un requiem alla grande riforma mancata. Che non è quella elettorale, sulla quale in questi mesi si sono concentrate per l’ennesima volta le energie e le chiacchiere della classe politica, bensì quella della tv, già oggetto del mea culpa collettivo del centrosinistra durante l’ultimo quinquennio berlusconiano.

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Il papa, la Sapienza e la caccia mediatica alle streghe

La vicenda della contestata visita di Ratzinger alla Sapienza, conclusa – nella sostanza se non nelle chiacchiere – con il dietrofront del papa di martedì sera, conferma la vocazione italiana all’iperbole, al provincialismo e al melodramma. Nella tentazione, purtroppo, stanno cadendo in molti, a partire dai direttori dei due principali quotidiani italiani, Paolo Mieli (Corriere della Sera) ed Ezio Mauro (La Repubblica).

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Sui voli della Finanza la Repubblica dà i numeri

L'ex comandante della Guardia di Finanza, Roberto SpecialeL’inchiesta di Repubblica che ha denunciato l’eccessiva disinvoltura della Guardia di Finanza, sotto il comando del generale Roberto Speciale, nel concedere passaggi aeronavali a esponenti di primo piano del governo di centrodestra, scivola sulla buccia della matematica. L’autore del servizio, Carlo Bonini, sostiene infatti che, dopo il cambio di maggioranza di un anno e mezzo fa, a Palazzo Chigi si avverte una maggiore sobrietà nel ricorso a questi passaggi. I numeri pubblicati dal quotidiano, però, raccontano un’altra storia.

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Addio Lettera 22. Senza rimpianti

La mitica Olivetti Lettera 22“The medium is the message”, spiegava Marshall McLuhan. Il mezzo è il messaggio, o almeno condiziona il messaggio che vogliamo trasmettere attraverso di esso. Ed era certamente vero anche nel caso della macchina da scrivere, che pur non essendo di per sé un mezzo di comunicazione condizionava il lavoro del giornalista, costringendolo a lunghe riflessioni prima di passare a ticchettare sui suoi tasti. Troppa avventatezza, infatti, rischiava di essere pagata a colpi di bianchetto o, nei casi più disperati, con una riscrittura del pezzo da cima a fondo, sempre con l’ansia di sbagliare di nuovo e dover ricominciare da capo.

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Daniele Luttazzi e la merda televisiva

Piero Manzoni, 'Merda d'artista' (1961)La satira scatologica sul guerrafondaio Giuliano Ferrara – e su tre pezzi da novanta come Berlusconi, Previti e Dell’Utri – è costata il posto a Daniele Luttazzi, licenziato dalla 7 a poche settimane dal ritorno in tv con “Decameron” dopo l’esilio pluriennale determinato dall’editto bulgaro del 2002. E’ la definitiva conferma che nella televisione italiana si possono tranquillamente trasmettere programmi di merda, ma è assolutamente vietato parlarne. Della merda.

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Pane, amore e Michael Moore

Pane, amore e sanitàLa sexy infermiera con il ghigno da serial killer, come l’ha impietosamente definita qualcuno, si è presa una rivincita sui suoi detrattori. Dopo settimane di sbeffeggiamenti e drastiche bocciature, infatti, i risultati di un’indagine della Swg hanno promosso a pieni voti, o quasi, la campagna di comunicazione “Pane, amore e sanità”, commissionata a Oliviero Toscani dal ministero della Salute per celebrare il trentennale del Servizio sanitario nazionale.

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Biagi, Berlusconi e l’editto bulgaro “dimenticato”

Vignetta di Mauro BianiSi può riferire del cordoglio di Silvio Berlusconi per la morte di Enzo Biagi senza citare il famigerato “editto bulgaro” del 2002? Non solo si può, ma si fa. Lo ha fatto, per esempio, il Tg1, che pur dedicando un ampio spazio a interviste e servizi dedicati alla scomparsa del giornalista, non si è preoccupato di rinfrescare la memoria ai suoi telespettatori, declassando la purga berlusconiana di cinque anni fa al rango di screzio.

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