Archivi per Guerra e pace

G8 alla Maddalena? No, grazie

Essendo stato al G8 di Genova del 2001, e non in qualità di uno dei sedicenti otto “grandi”, a sei anni di distanza non ho dimenticato quella che continua a essere una delle pagine più vergognose della storia recente di questo paese. Per questo ho aderito subito volentieri – e senza esitazioni – all’appello che auspica la creazione di un fronte unitario contro l’ipotesi di ospitare l’edizione 2009 di questa fiera delle vanità e delle promesse prontamente disattese nell’isola sarda della Maddalena. Di seguito il testo completo dell’appello e, in coda, l’indirizzo di posta elettronica al quale possono essere inviate le adesioni.

Commenti (12)


Persona non grata

A poche ore dall’arrivo di Bush a Roma, la domanda sorge spontanea: ne valeva la pena? Di fronte allo psicodramma di questi ultimi giorni – tra cupe rievocazioni del G8 di Genova e consueti rimpalli di accuse tra i politici dei diversi schieramenti – sembrerebbe proprio di no. A impressionare è soprattutto l’imponente macchina organizzativa, che coinvolgerà migliaia di persone e per un paio di giorni minaccia di condizionare la vita di molte altre migliaia di cittadini.

Commenti


Baldoni, Mastrogiacomo e l’isola Ferdinandea

Daniele Mastrogiacomo è tornato a casa. Vivo. Nel mare di chiacchiere che hanno fatto da colonna sonora prima alla sua prigionia e poi alla sua liberazione, è questo l’unico fatto davvero degno di nota. Sulle polemiche meschine e a scoppio ritardato che hanno preso spunto dal “fastidio” dell’amministrazione Usa per le modalità del rilascio del giornalista di Repubblica sequestrato in Afghanistan – immancabili in un paese in cui malauguratamente la madre dei pennivendoli è sempre incinta – Gennaro Carotenuto ha scritto considerazioni molto sensate sul suo sito.

Commenti (3)


Prodi Pilato

La buona notizia è che chi – Berlusconi in testa – in questi mesi si è ostinato a parlare di una maggioranza antiamericana, ostaggio della cosiddetta sinistra radicale (o massimalista), una volta tanto è stato costretto a stare zitto. Per il resto, il via libera del governo italiano all’ampliamento della base Usa di Vicenza, annunciato ieri a Bucarest dal presidente del Consiglio, Romano Prodi, rappresenta una grossa delusione sia nella forma che nella sostanza.

Nella sostanza perché – come si legge in una lettera aperta inviata a Prodi dalle segreterie di Lega Disarmo Unilaterale, Lega Obiettori di Coscienza e Riconciliazione – il problema “non è semplicemente opporsi a un ampliamento delle servitù militari nefasto socialmente e ambientalmente per la città veneta, ma contrastare un progetto funzionale per la ‘guerra unica’ al terrorismo dichiarata dagli Usa in termini inaccettabili per lo stesso programma dell’Unione, per gli interessi del nostro paese oltre che per la vocazione pacifista del patto fondativo della nostra Repubblica sancito dalla Costituzione. In questa inaccettabile logica di guerra ‘globale, preventiva e permanente’ la base di Vicenza, ospitando la 173ª Brigata, sarà il perno operativo del fronte Sud per le operazioni unilateralmente perseguite dagli Stati Uniti. E’ quindi in gioco, in questa decisione, oltre la sovranità nazionale, la credibilità di una impronta indipendente, europea, di pace della politica estera italiana”.

Alla fine, sottolinea un editoriale pubblicato sul sito del settimanale Carta, sembra che stiano prevalendo le ragioni della soggezione agli Stati Uniti e della possibilità di appalti che fanno gola alle imprese di costruzione, tra cui figura anche la Cmc delle Coop. Quello che è certo, come ha scritto Beppe Grillo, è che “dal 1945 l’Italia è una nazione a sovranità limitata. Dopo il piano Marshall sono arrivate le basi Nato. Più Usa che Nato. Prima c’era l’Urss, adesso il terrorismo islamico, domani il pericolo giallo e dopodomani sicuramente qualcos’altro. Invece di smantellare le basi, si allargano. In Italia non abbiamo le centrali nucleari. In compenso ospitiamo bombe nucleari a Ghedi Torre e ad Aviano. E sommergibili nucleari alla Maddalena in Sardegna. Circa 30mila tra militari e civili americani. Bisognerebbe informarli che qui il pericolo comunista non c’è più. Che in Italia non c’è stato un solo attentato islamico nonostante la loro presenza. Che Togliatti è scomparso da molti anni”.

Ammesso e non concesso che quella del governo fosse davvero una scelta obbligata per ragioni di fedeltà al ruolo dell’Italia nell’Alleanza atlantica, come sostiene Paolo Garimberti sulla Repubblica, o per riconoscenza nei confronti di un paese che spesso ci ha tirato fuori dai guai, come dice sul Corriere della Sera Beppe Severgnini, resta la brutta impressione suscitata da Prodi nel momento in cui l’ha comunicata davanti alle telecamere. Il presidente del Consiglio, in versione Ponzio Pilato, ha infatti derubricato l’intera vicenda da questione politica di cui il governo deve farsi carico in prima persona, quale è nella sostanza, a mera faccenduola in carico all’amministrazione comunale di Vicenza, come conviene farla passare per non urtare troppo la sensibilità di una fetta importante della maggioranza.

“Sto per comunicare all’ambasciatore Usa che il governo italiano non si oppone alla decisione del precedente governo e del Comune di Vicenza, presa con voto del consiglio comunale, a che venga allargata la base militare dell’aeroporto di Vicenza – ha detto Prodi – Il mio governo si era impegnato a seguire il parere della comunità locale e non abbiamo ragioni di opporci, dato che il problema non è di natura politica, ma urbanistico-territoriale. Avevamo offerto altre proposte che ci sembravano più equilibrate al governo americano, ma non è stato possibile trovare un accordo”. Tutto qui, con buona pace dei tanti discorsi pre-elettorali sulla necessità di un cambio di rotta anche in politica estera rispetto all’operato fallimentare del precedente governo.

Alla fine, insomma, può permettersi di gioire davvero solo la Lega Nord. Le parole di Prodi – lo ha sottolineato bene cloroalclero – dimostrano infatti che in Italia il federalismo è già una realtà, visto che la politica estera, espressione fondamentale della sovranità di un paese, è delegata alle decisioni assunte dai singoli Comuni.

La notizia al Tg 1 delle ore 20 del 16 gennaio 2007

Commenti


Ai seggi con una scopa per spazzare via Bush

“Andate a votare e io pubblicherò la vostra foto sull’home page del mio sito”. Questa la singolare promessa fatta da Michael Moore, con un messaggio inviato nel giorno delle elezioni di medio termine per il rinnovo parziale del Congresso Usa. L’unica condizione posta dal regista di Bowling a Columbine e Fahrenheit 9/11 è quella di inviare fotografie scattate davanti ai seggi elettorali con in mano una scopa. “La scopa oggi sarà la nostra mascotte, perché stiamo per spazzare via imbroglioni e guerrafondai”.

Commenti


Elezioni Usa, l’appello finale di Michael Moore

Dopo circa tre mesi di silenzio – e a meno di 24 ore dalle elezioni di medio termine per il rinnovo parziale del Congresso Usa – Michael Moore si è rifatto vivo con un messaggio inviato agli iscritti della sua newsletter per invitare tutti i sostenitori del partito democratico alla mobilitazione. “Domani notte – scrive il regista di Bowling a Columbine e Fahrenheit 9/11 – quelli che hanno spedito 2.800 dei nostri soldati a morire, e tutto soltanto per una bugia inventata dal presidente, scopriranno se l’America ha scelto di premiarli o di rimuoverli dai loro incarichi”.

Commenti (2)


Liberate Gabriele Torsello

Nel giorno in cui Reporters sans frontières ha pubblicato il suo quinto rapporto sulla libertà di stampa nel mondo è opportuno raccogliere e rilanciare l’appello per la liberazione del fotoreporter italiano Gabriele Torsello, rapito in Afghanistan il 12 ottobre scorso mentre viaggiava a bordo di un autobus pubblico in direzione della capitale Kabul. Un appello ancora più necessario perché, come ha sottolineato Gennaro Carotenuto, “in giro c’è più solidarietà per tal Massimo Ceccherini, espulso dall’Isola dei famosi, una prece, che per Torsello rapito in Afghanistan”.

Commenti (3)


Le armi alla Cina e il Prodi bifronte

“L’Italia è a favore della fine dell’embargo delle armi alla Cina”. A Mao Valpiana, del Movimento Nonviolento, non è proprio piaciuta la promessa fatta il 18 settembre da Romano Prodi nella conferenza stampa di chiusura della sua missione cinese. Promessa accompagnata dall’assicurazione che il nostro paese si impegnerà in tal senso in sede europea “perché non si può aspettare”.

Commenti


Gentiloni e i benestanti guerrafondai

“Nel mondo dei prossimi anni ci si batte per la pace e la libertà partecipando alle iniziative occidentali che vanno in quella direzione. In caso contrario, noi benestanti italiani assomiglieremo sempre più a quei residenti dei quartieri alti delle metropoli americane, protetti da muri di cinta e da guardie private”.

Commenti


Il calcio è fermo, la trasferta no

La querelle sindaci-Lega Calcio sulla serie B si è conclusa anche questa settimana con un sostanziale nulla di fatto. Le parti si sono avvicinate, l’accordo sembra ormai a portata di mano e potrebbe arrivare già all’inizio della prossima settimana, ma nel frattempo il digiuno calcistico del sabato si protrarrà almeno per un altro turno. Poco male, per i tossicodipendenti del pallone il piccolo schermo dovrebbe essere in grado di offrire qualche forma di surrogato: una partita-metadone, in attesa di rivedere in campo le amate maglie grigiorosse.

Commenti


I garantisti giustizialisti

C’è qualcosa che non torna nella polemica sopra le righe scatenata negli ultimi giorni da alcuni esponenti del centrodestra locale sui presunti favori accordati nella concessione delle case popolari agli immigrati residenti a Cremona e, in particolare, alle famiglie di alcuni, sempre presunti, terroristi.

Commenti


La banale verità delle Twin Towers

Alle tante teorie cospiratorie avanzate all’indomani degli attentati dell’11 settembre 2001, negli ultimi giorni se n’è aggiunta una nuova, che ha preso rapidamente piede grazie al tam tam di Internet: il crollo delle Torri Gemelle del World Trade Center di New York non sarebbe stato casuale, ma provocato intenzionalmente attraverso una serie di esplosioni controllate. Il motivo? Incassare il premio di un vantaggiosissimo contratto assicurativo stipulato contro attacchi terroristici.

Commenti


I nemici invisibili di Cremonistan

L’apparenza inganna. Questo il succo del chilometrico feuilleton che in settimana il Foglio ha gentilmente dedicato a Cremona. Anzi, a Cremonistan. Perché l’autrice dell’articolo, Cristina Giudici, non ha dubbi: i cremonesi, ammalati di buonismo, non si sono accorti di essere abbindolati dai fedeli dell’Islam che hanno scelto di accasarsi all’ombra del Torrazzo, in attesa dell’occasione buona per farlo saltare in aria con una carica di tritolo.

Commenti


Dopo Londra I am very afraid

I am not afraid, io non ho paura. All’indomani delle bombe scoppiate nel cuore di Londra, sono moltissimi gli internauti di tutto il mondo che hanno voluto lanciare questo messaggio sulla rete, in un tormentone digitale volto soprattutto a esorcizzare gli incubi provocati dagli attentati. Adesso che è emerso che dietro la strage ci sarebbero quattro giovani islamici con passaporto britannico, io invece ho ancora più paura di prima.

Commenti


L’orgoglio ferito di Kiro Fogliazza

Dopo l’ultima riunione della Commissione Toponomastica, il caso Protti è “congelato” fino almeno a dopo l’estate, ma per Enrico “Kiro” Fogliazza, memoria storica della Resistenza cremonese, il Comune non può che rispondere in un modo a chi chiede di intitolare una via della città al grande baritono, con un trascorso nella Repubblica di Salo e una presenza, ormai accertata, in Valle di Susa, dove le milizie nazi-fasciste trucidarono moltissimi partigiani. Questa risposta è un chiaro, semplice, inequivocabile “no”.

Commenti


« Articoli precedenti Pagina successiva » Pagina successiva »

abbonatevi a Carta