Archivi per Giustizia e ingiustizie

Prodi indagato, lo scoop a orologeria di Panorama

Stupisce lo stupore rispetto al tono mieloso con cui Berlusconi ha commentato la notizia del coinvolgimento del presidente del Consiglio nell’inchiesta “Comitato d’affari” della procura di Catanzaro: “Mi limito ad augurare a Romano Prodi di uscire presto e con onore da questa situazione”. E’ vero, infatti, che il capo del centrodestra, tra “coglioni” e “stronzate” varie, ha ormai abituato gli italiani a un altro genere di linguaggio, più “ruvido”. Parlando di Prodi, però, pensava soprattutto a se stesso.

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Previti, il Dreyfus de noartri

Lunedì scorso, nella seduta della Giunta per le elezioni della Camera che si è conclusa con l’approvazione della proposta di “annullamento per motivi di ineleggibilità sopravvenuti” del suo mandato da deputato, Cesare Previti, condannato in via definitiva a sei anni di reclusione per corruzione giudiziaria nel processo Imi-Sir, con la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici, si è lamentato di essere “vittima di una persecuzione vergognosa”. L’Affaire Dreyfus, in confronto, una bazzeccola.

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G8 alla Maddalena? No, grazie

Essendo stato al G8 di Genova del 2001, e non in qualità di uno dei sedicenti otto “grandi”, a sei anni di distanza non ho dimenticato quella che continua a essere una delle pagine più vergognose della storia recente di questo paese. Per questo ho aderito subito volentieri - e senza esitazioni - all’appello che auspica la creazione di un fronte unitario contro l’ipotesi di ospitare l’edizione 2009 di questa fiera delle vanità e delle promesse prontamente disattese nell’isola sarda della Maddalena. Di seguito il testo completo dell’appello e, in coda, l’indirizzo di posta elettronica al quale possono essere inviate le adesioni.

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Tuo figlio è autistico? Fallo fuori

Una madre costretta a partorire in carcere un figlio nato con una malformazione congenita. Un padre che dopo aver strangolato il figlio autistico di 26 anni viene scarcerato, guadagnandosi un invito a raccontare in prima persona la sua storia nei telegiornali della prima serata. Due vicende parallele che rischiano di passare inosservate nel giorno della grande discesa in campo di Walter Veltroni, il Mosè del popolo smarrito del centrosinistra che dal Lingotto di Torino ha dettato le sue tavole della legge. Due vicende che però rappresentano alla perfezione le contraddizioni di un’Italia sottosopra, che lascia in gattabuia chi ha appena messo al mondo un figlio, e restituisce subito la libertà, con tanto di lasciapassare televisivo, a chi ha appena ammazzato il suo.

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Gli immigrati e il Circo Barnum dell’informazione

Vignetta di Mauro BianiKarolina Zdziarswa è morta a cinque anni perché si è trovata al posto sbagliato nel momento sbagliato. Nella cucina di casa sua, in braccio al papà, quando un uomo ha deciso di risolvere con due colpi di pistola una rissa scoppiata poco prima in un bar. Il padre ha cercato di rianimarla, è corso in strada, ha urlato per chiedere aiuto, in preda alla disperazione ha anche sfondato il vetro della finestra di una casa, ma nessuno è intervenuto. I vicini evidentemente non c’erano e, se c’erano, dormivano. Quando sul posto sono arrivati – finalmente – i soccorritori, per Karolina, colpita da un proiettile alla testa, non c’era più nulla da fare.

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Law & Order

Mala tempora currunt, e ogni giorno le agenzie di stampa offrono materiale in abbondanza per corroborare questa sgradevole impressione. Ieri, in particolare, erano due i lanci meritevoli – si fa per dire – di citazione, accomunati dall’appartenenza alla categoria “parenti serpenti”, piuttosto affollata in una repubblica come quella italiana, fondata sul lavoro e sul nepotismo.

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La gogna mediatica e quella politica

C’è del marcio nella triste vicenda di Silvio Sircana, il portavoce del governo Prodi indirettamente coinvolto, suo malgrado, nel cosiddetto scandalo di Vallettopoli. E non è solo il marcio di Berlusconi, che lamenta l’imbarbarimento dell’informazione come se a sbattere il “mostro” Sircana in prima pagina fossero state l’Unità o la Repubblica, e non il Giornale, il quotidiano di famiglia diretto dal fedelissimo (a Berlusconi) Maurizio Belpietro.

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I garantisti giustizialisti

C’è qualcosa che non torna nella polemica sopra le righe scatenata negli ultimi giorni da alcuni esponenti del centrodestra locale sui presunti favori accordati nella concessione delle case popolari agli immigrati residenti a Cremona e, in particolare, alle famiglie di alcuni, sempre presunti, terroristi.

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