Prodi indagato, lo scoop a orologeria di Panorama
Stupisce lo stupore rispetto al tono mieloso con cui Berlusconi ha commentato la notizia del coinvolgimento del presidente del Consiglio nell’inchiesta “Comitato d’affari” della procura di Catanzaro: “Mi limito ad augurare a Romano Prodi di uscire presto e con onore da questa situazione”. E’ vero, infatti, che il capo del centrodestra, tra “coglioni” e “stronzate” varie, ha ormai abituato gli italiani a un altro genere di linguaggio, più “ruvido”. Parlando di Prodi, però, pensava soprattutto a se stesso.
Lunedì scorso, nella
Essendo stato al G8 di Genova del 2001, e non in qualità di uno dei sedicenti otto “grandi”, a sei anni di distanza non ho dimenticato quella che continua a essere una delle pagine più vergognose della storia recente di questo paese. Per questo ho aderito subito volentieri - e senza esitazioni - all’appello che auspica la creazione di un fronte unitario contro l’ipotesi di ospitare l’edizione 2009 di questa fiera delle vanità e delle promesse prontamente disattese nell’isola sarda della Maddalena. Di seguito il testo completo dell’appello e, in coda, l’indirizzo di posta elettronica al quale possono essere inviate le adesioni.
Mala tempora currunt, e ogni giorno le agenzie di stampa offrono materiale in abbondanza per corroborare questa sgradevole impressione. Ieri, in particolare, erano due i lanci meritevoli – si fa per dire – di citazione, accomunati dall’appartenenza alla categoria “parenti serpenti”, piuttosto affollata in una repubblica come quella italiana, fondata sul lavoro e sul nepotismo.
C’è del marcio nella triste vicenda di Silvio Sircana, il portavoce del governo Prodi indirettamente coinvolto, suo malgrado, nel cosiddetto scandalo di Vallettopoli. E non è solo il marcio di Berlusconi, che lamenta l’imbarbarimento dell’informazione come se a sbattere il “mostro” Sircana in prima pagina fossero state l’Unità o la Repubblica, e non il Giornale, il quotidiano di famiglia diretto dal fedelissimo (a Berlusconi) Maurizio Belpietro.

