Archivi per Diritti

Per una moratoria di Giuliano Ferrara

Giuliano FerraraTanto di cappello a Giuliano Ferrara. Dirige un quotidiano letto da quattro gatti e conduce da anni una trasmissione di nicchia su La 7, eppure negli ultimi due mesi e mezzo è riuscito a occupare quotidianamente, con la sua stazza ingombrante, le ristrette frequenze della nostra tv via etere. Per fare cosa? Metterci al corrente che è contro l’aborto, bollato come “l’omicidio perfetto”. Spiegarci che anche se è legale non lo ritiene legittimo. Che è convinto che lo Stato non faccia abbastanza per far cambiare idea alle donne intenzionate ad abortire.

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G8 alla Maddalena? No, grazie

Essendo stato al G8 di Genova del 2001, e non in qualità di uno dei sedicenti otto “grandi”, a sei anni di distanza non ho dimenticato quella che continua a essere una delle pagine più vergognose della storia recente di questo paese. Per questo ho aderito subito volentieri - e senza esitazioni - all’appello che auspica la creazione di un fronte unitario contro l’ipotesi di ospitare l’edizione 2009 di questa fiera delle vanità e delle promesse prontamente disattese nell’isola sarda della Maddalena. Di seguito il testo completo dell’appello e, in coda, l’indirizzo di posta elettronica al quale possono essere inviate le adesioni.

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Tuo figlio è autistico? Fallo fuori

Una madre costretta a partorire in carcere un figlio nato con una malformazione congenita. Un padre che dopo aver strangolato il figlio autistico di 26 anni viene scarcerato, guadagnandosi un invito a raccontare in prima persona la sua storia nei telegiornali della prima serata. Due vicende parallele che rischiano di passare inosservate nel giorno della grande discesa in campo di Walter Veltroni, il Mosè del popolo smarrito del centrosinistra che dal Lingotto di Torino ha dettato le sue tavole della legge. Due vicende che però rappresentano alla perfezione le contraddizioni di un’Italia sottosopra, che lascia in gattabuia chi ha appena messo al mondo un figlio, e restituisce subito la libertà, con tanto di lasciapassare televisivo, a chi ha appena ammazzato il suo.

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Violenza sulle donne, spesso l’orco è in famiglia

A dispetto di stereotipi duri a morire, la violenza sulle donne non ha colore né cultura ma solo un sesso, quello maschile. A confermarlo è un lancio di Stefania Cecchetti pubblicato oggi dall’agenzia Redattore Sociale, che cita i dati del Soccorso violenza sessuale (Svs), un’associazione di volontariato che ha sede presso la clinica Mangiagalli di Milano. Si scopre così che la maggioranza delle vittime non sono vestite in modo provocante e aggredite in luoghi pericolosi delle città. Nel 59 per cento dei casi, infatti, l’aggressore è una persona conosciuta dalla donna e solo nel 37 per cento dei casi un estraneo.

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Teocastronerie

Tra le tante motivazioni, più o meno strampalate, addotte da chi si oppone all’approvazione di una legge che riconosca alcuni diritti alle coppie di fatto, la più grossa castroneria è quella ribadita nelle ultime ore dall’Unione giuristi cattolici, che – scrive Marco Politi su Repubblica – nega rilievo pubblico e sociale alle coppie gay perché “strutturalmente non aperte alla generazione”.

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Extracomunitari

Due notizie in arrivo da Milano, capitale morale del paese fino a qualche anno luce fa, aiutano a fare chiarezza sui precari destini dell’Italia contemporanea. Protagonisti, tanto per cambiare, due extracomunitari: Ricardo Izecson dos Santos Leite, fantasista del Milan meglio noto come Kakà, e lo scienziato Bulat Sanditov, promettente ricercatore russo con due dottorati in fisica della materia ed economia, che ha vinto una borsa di studio all’università Bocconi.

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Il burocrate del Vaticano

“Il cardinale Ruini non l’ha proprio capito mio marito. E io questa Chiesa che celebra in pompa magna i funerali di Pinochet accusato di tanti omicidi e li nega al mio Piero che voleva solo smettere di soffrire, non la comprendo. Mi sembra distante, sempre più lontana dalle parole di Gesù. Dogmatica e poco caritatevole, se non fosse per le parole del cardinal Martini che ha capito i problemi di chi è malato e soffre, della necessità di una legge”.

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La fiction elettorale di Hillary

Su Scene Digitali Vittorio Zambardino segnala la novità del breve discorso con cui Hillary Clinton ha presentato la sua candidatura alle primarie democratiche, prima tappa della corsa verso la presidenza degli Stati Uniti. In un video di un minuto e 45 secondi, spiega Zambardino, l’ex first lady annuncia l’intenzione di avviare una conversazione con l’America, utilizzando Internet “come mezzo per instaurare e far crescere un rapporto sociale e politico, per permettere una interazione finora ingessata dentro forme rituali”. Così, a partire da oggi, la senatrice e il suo staff dialogheranno con gli elettori attraverso una serie di chat e video chat.

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Arisantanchè

A un paio di mesi dalla pseudo-fatwa lanciata contro di lei dall’imam della moschea di Segrate Ali Abu Shwaima, Daniela Santanchè nei giorni scorsi è tornata alla ribalta della cronaca. Per un messaggio minatorio che ha ricevuto in una busta partita da Londra e per l’intenzione, annunciata il 10 gennaio ai microfoni di Rtl 102.5, di voler presentare una legge per vietare l’uso del velo islamico alle minorenni.

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Pierre Haski racconta il sangue della Cina

L’intervento di Pierre Haski, condirettore del quotidiano francese Liberation e autore del libro “Il sangue della Cina”, ha chiuso la tre giorni di lavori del XIII seminario di formazione per giornalisti Redattore Sociale, che si è svolto dall’1 al 3 dicembre a Capodarco di Fermo (Ap). Per cinque anni corrispondente a Pechino per il quotidiano francese, Haski nel 2001 ha raccolto una denuncia anonima sulla gravissima condizione in cui versavano i contadini della provincia rurale dell’Henan, nella Cina centrale, dove nei primi anni Novanta era stata avviata e incoraggiata la vendita di sangue per combattere la povertà e risollevare le sorti economiche della regione.

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Indigeni e forestieri

Il XIII seminario di formazione per giornalisti Redattore Sociale, ospitato dall’1 al 3 dicembre presso la Comunità di Capodarco di Fermo, ha dedicato i tre workshop del sabato mattina ai conflitti sottotraccia, come quello tra “indigeni e forestieri”, ovvero tra gli italiani e i tre milioni di immigrati residenti nel nostro paese.

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Storie di coraggio

L’informazione è fatta anche di piccoli e grandi atti di coraggio. Il coraggio di chi, in un panorama di desolante silenzio mediatico, sente il dovere di sollevare il tappeto sotto il quale finiscono molte storie. Questo il filo conduttore che ha legato i tre giorni di lavori - dall’1 al 3 dicembre - del XIII seminario di formazione per giornalisti Redattore Sociale presso la Comunità di Capodarco di Fermo (Ap), quest’anno dedicato alla memoria di Anna Politkovskaja, la reporter russa uccisa il 7 ottobre scorso a Mosca. Una scelta obbligata, ha spiegato il direttore dell’agenzia Redattore Sociale, Stefano Trasatti, “per non dimenticare”.

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Le donne dimenticate dalla Santanchè

Con le sue ripetute esternazioni televisive sul velo islamico che “non è mai simbolo di libertà” – e grazie all’involontaria e provvidenziale complicità dell’imam della moschea di Segrate, Ali Abu Shwaima – Daniela Santanchè si è conquistata in un colpo solo la solidarietà dei politici di tutto l’arco costituzionale, un posto assicurato nei prossimi talk show dedicati all’argomento, una scorta armata (un bis, dopo quella ottenuta in febbraio in seguito alla pubblicazione del libro “La donna negata”) e il plauso di molti cittadini-elettori, compresi gli ultrà dell’islamofobia che hanno inondato la rete con commenti in larga parte irriferibili.

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Liberate Gabriele Torsello

Nel giorno in cui Reporters sans frontières ha pubblicato il suo quinto rapporto sulla libertà di stampa nel mondo è opportuno raccogliere e rilanciare l’appello per la liberazione del fotoreporter italiano Gabriele Torsello, rapito in Afghanistan il 12 ottobre scorso mentre viaggiava a bordo di un autobus pubblico in direzione della capitale Kabul. Un appello ancora più necessario perché, come ha sottolineato Gennaro Carotenuto, “in giro c’è più solidarietà per tal Massimo Ceccherini, espulso dall’Isola dei famosi, una prece, che per Torsello rapito in Afghanistan”.

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Libertà di stampa, Italia 40esima nel mondo

Nel World Press Freedom Index 2006, il quinto rapporto sulla libertà di stampa nel mondo pubblicato oggi da Reporters sans frontières (Rsf), l’Italia figura al 40esimo posto – guadagnando così due posizioni rispetto all’anno precedente – ma è stata scavalcata da paesi come Bolivia, Ghana, Bulgaria e Panama, e tra gli Stati dell’Europa occidentale precede (di poco) soltanto la Spagna. Il piccolo passo in avanti dell’Italia, precisa l’organizzazione, si deve “alla fine dell’era di Berlusconi” e soprattutto al fatto che durante l’ultima campagna elettorale il suo abuso degli spazi televisivi è stato ripetutamente criticato.

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