Archivi per Cronaca

Tuo figlio è autistico? Fallo fuori

Una madre costretta a partorire in carcere un figlio nato con una malformazione congenita. Un padre che dopo aver strangolato il figlio autistico di 26 anni viene scarcerato, guadagnandosi un invito a raccontare in prima persona la sua storia nei telegiornali della prima serata. Due vicende parallele che rischiano di passare inosservate nel giorno della grande discesa in campo di Walter Veltroni, il Mosè del popolo smarrito del centrosinistra che dal Lingotto di Torino ha dettato le sue tavole della legge. Due vicende che però rappresentano alla perfezione le contraddizioni di un’Italia sottosopra, che lascia in gattabuia chi ha appena messo al mondo un figlio, e restituisce subito la libertà, con tanto di lasciapassare televisivo, a chi ha appena ammazzato il suo.

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Gli immigrati e il Circo Barnum dell’informazione

Vignetta di Mauro BianiKarolina Zdziarswa è morta a cinque anni perché si è trovata al posto sbagliato nel momento sbagliato. Nella cucina di casa sua, in braccio al papà, quando un uomo ha deciso di risolvere con due colpi di pistola una rissa scoppiata poco prima in un bar. Il padre ha cercato di rianimarla, è corso in strada, ha urlato per chiedere aiuto, in preda alla disperazione ha anche sfondato il vetro della finestra di una casa, ma nessuno è intervenuto. I vicini evidentemente non c’erano e, se c’erano, dormivano. Quando sul posto sono arrivati – finalmente – i soccorritori, per Karolina, colpita da un proiettile alla testa, non c’era più nulla da fare.

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Lo scandalo Annozero nel paese dei reggimicrofono

Scontata la reazione di molti esponenti del centrodestra che strillano alla lesa maestà papale dopo la puntata di giovedì sera di Annozero, dedicata a “Sex crimes and the Vatican”, l’inchiesta della Bbc sui crimini sessuali commessi da alcuni preti e sull’atteggiamento omertoso tenuto in merito dalle gerarchie vaticane. Con sprezzo del ridicolo, c’è chi si è spinto fino a denunciare, come ha fatto il senatore Udc Francesco D’Onofrio, l’esistenza di una non meglio precisata “strategia tendente a distruggere punti fondamentali del cattolicesimo italiano e mondiale”.

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I morti dimenticati dell’Heysel

Il 29 maggio è una data impossibile da dimenticare per chi, come il sottoscritto, 22 anni fa si trovava allo stadio Heysel di Bruxelles per assistere alla finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool. Su quella serata da incubo ho scritto un articolo due anni fa, in occasione del ventennale della strage, e ho pubblicato un video girato proprio quel maledetto mercoledì nella capitale belga. In questo caso, però, preferisco lasciare innanzitutto spazio all’elenco tratto da Wikipedia con i nomi e, tra parentesi, l’età delle 39 vittime.

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Law & Order

Mala tempora currunt, e ogni giorno le agenzie di stampa offrono materiale in abbondanza per corroborare questa sgradevole impressione. Ieri, in particolare, erano due i lanci meritevoli – si fa per dire – di citazione, accomunati dall’appartenenza alla categoria “parenti serpenti”, piuttosto affollata in una repubblica come quella italiana, fondata sul lavoro e sul nepotismo.

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Il burocrate del Vaticano

“Il cardinale Ruini non l’ha proprio capito mio marito. E io questa Chiesa che celebra in pompa magna i funerali di Pinochet accusato di tanti omicidi e li nega al mio Piero che voleva solo smettere di soffrire, non la comprendo. Mi sembra distante, sempre più lontana dalle parole di Gesù. Dogmatica e poco caritatevole, se non fosse per le parole del cardinal Martini che ha capito i problemi di chi è malato e soffre, della necessità di una legge”.

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Markette in onda Porta a Porta

Con il Porta a Porta andato in onda ieri sera, Bruno Vespa ha dimostrato che anche in televisione una volta toccato il fondo si può cominciare a scavare. Indossando contemporaneamente i panni di giudice, pubblico ministero, psicologo e critico letterario, infatti, il giornalista più pagato e onnipresente della Rai ha dato vita all’ennesima puntata (ormai sono più di 30) dedicata al delitto di Cogne.

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Anche altri siti nel mirino degli hacker turchi

“Il sito è in fase di ripristino, il servizio verrà ripreso al più presto”. Questo il laconico messaggio che oggi ha occupato per alcune ore l’home page del sito dell’Ordine dei Giornalisti, dopo l’attacco subito ieri da parte di sedicenti hacker turchi impegnati in una “cyber-guerra” alla Francia, colpevole di aver discusso un progetto di legge che prevede sanzioni per chi nega il genocidio armeno del 1915.

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Il sito dei giornalisti “rapito” dagli hacker

Digiti www.odg.it e al posto dell’home page del sito dell’Ordine dei Giornalisti vieni reindirizzato a una pagina che contiene - all’indirizzo http://makara.kayyo.com/h/ - un proclama in un inglese a tratti un po’ maccheronico (e in quello che sembra essere turco) di un sedicente gruppo di “guardiani della Turchia e dell’Islam”, che se la prendono con la Francia, colpevole del “genocidio in Algeria”, e le dichiarano guerra, anzi una cyber-guerra, promettendo di diventare “la sua maledizione nel mondo digitale”.

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Tolleranza zero per i killer al volante

A pochi giorni dall’entrata in vigore della norma che prevede la confisca della moto ai centauri indisciplinati, fioccano le proteste dei cittadini e delle associazioni dei consumatori che giudicano la legge in questione troppo rigida e ingiusta. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di obiezioni fondate e condivisibili, a partire dallo squilibrio marcato tra le infrazioni prevista dalla legge e la confisca di un mezzo che può valere diverse migliaia di euro.

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La coppa maledetta

Negli occhi ho ancora le immagini dell’incredibile finale di Istanbul tra Milan e Liverpool. Ma nella mente i pensieri sono tutti per un’altra finale giocata vent’anni prima, quando la Champions League si chiamava ancora Coppa dei Campioni. Quel maledetto mercoledì 29 maggio 1985 allo stadio Heysel di Bruxelles c’ero anch’io, ma in questi vent’anni non ho mai scritto nulla in proposito, quasi a voler rimuovere il brutto ricordo di una bruttissima giornata, che era iniziata con la trepidazione che accompagna i grandi appuntamenti sportivi per finire direttamente nelle pagine di cronaca nera.

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Museo del Calcio, Mina Gregori ha detto no

Mina Gregori non è favorevole al progetto promosso da Gianluca Vialli e Massimo Mauro che prevede la trasformazione del Palazzo dell’Arte di piazza Marconi nella sede del Museo del Calcio. Questa, in sintesi, la precisazione contenuta  in una lettera che abbiamo ricevuto in settimana dall’architetto Michele de Crecchio, per la sezione cremonese di Italia Nostra.

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Calipari e le altre vittime di un fuoco poco amico

L’hanno già fatto in tantissimi nel corso dell’ultima settimana, ma anche noi vogliamo rendere omaggio a Nicola Calipari, morto in Iraq per salvare la vita a Giuliana Sgrena. Morto da eroe, verrebbe da aggiungere, se non fosse che negli ultimi mesi l’eroismo è stato tirato in ballo talmente tante volte dalla propaganda di regime, al pari di parole come pace, patria, democrazia e libertà, da risultare ormai svuotato di ogni significato.

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C’è terrorismo e terrorismo

In settimana il gip di Brescia, Roberto Spanò, ha ribaltato il giudizio della collega milanese Clementina Forleo, secondo cui la guerriglia, in un contesto bellico, non può essere considerata terrorismo. “Azioni violente, condotte anche con il ricorso a kamikaze da portatori di ideologie estremiste islamiche - ha replicato Spanò - vanno senz’altro definite a ogni effetto come atti di terrorismo”.

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Che c’azzecca il beach volley?

La domanda è sorta spontanea apprendendo in settimana che Cremona nel prossimo mese di settembre potrebbe ospitare un torneo di beach volley in piazza Roma o, udite udite, addirittura in piazza del Duomo (che ne pensa il vescovo?). 

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