Archivi per Media
12 maggio 2008 · Archiviato in Giornalismo
A sette anni dalla puntata di Satyricon che costò il posto in Rai a Daniele Luttazzi, è di nuovo polemica attorno a Marco Travaglio dopo la sua partecipazione a Che tempo che fa. Allora come oggi va in scena lo stesso (quasi) identico copione. Travaglio, intervistato da Fabio Fazio, ricorda alcuni fatti relativi al potente di turno (nel 2001 Berlusconi, oggi il neopresidente del Senato Renato Schifani), peraltro già riportati in alcuni libri, e subito si alza un polverone di dichiarazioni indignate che parlano di “vergognosa imboscata” (Altero Matteoli), “agguato televisivo premeditato” (Maurizio Gasparri), “uso distorto della tv di Stato” (Enrico La Loggia), “attacco a freddo” (Franco Frattini).
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2 maggio 2008 · Archiviato in Giornalismo
Sono in molti, in questo inizio di legislatura, a intonare il ritornello che ha accompagnato la campagna elettorale di Berlusconi, a partire da amici e collaboratori come Marcello Dell’Utri e Deborah Bergamini, ripagati delle rispettive disavventure con un seggio nel nuovo parlamento. Ma a pochi giorni dal Vaffaday promosso a Torino da Beppe Grillo per un’informazione libera, l’elezione che fa più scalpore – anche se in realtà non ne ha parlato praticamente nessuno – è soprattutto quella di Renato Farina, l’ex vicedirettore di Libero radiato dall’Ordine dei Giornalisti per aver spiato colleghi e svolto operazioni di depistaggio per conto del Sismi, il servizio segreto militare italiano.
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25 aprile 2008 · Archiviato in Media
Pur nutrendo qualche dubbio sull’opportunità di abolire in blocco il finanziamento pubblico all’editoria, che potrebbe nuocere al già precario pluralismo dei nostri media penalizzando testate che meritano di esistere, da giornalista devo riconoscere che il V2-Day sulla “libera informazione in un libero Stato” promosso da Beppe Grillo per oggi, 25 aprile 2008, è sacrosanto e richiama l’attenzione – con i modi bruschi, talvolta perfino brutali del mattatore da palcoscenico – su un problema vero e fondamentale nella vita di una democrazia degna di questo nome.
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28 febbraio 2008 · Archiviato in Tecnologia
A un mese dal caso che ha coinvolto la redazione di Corriere.it, finita nel mirino di alcuni blogger per un uso un po’ troppo disinvolto di alcune foto di Paulthewineguy prese da Flickr, anche Repubblica.it ripete lo stesso errore. Nello speciale con le gallerie fotografiche dedicate al voto del 13 e 14 aprile, infatti, la sezione dedicata (per ora) alle immagini del Partito Democratico e di Sinistra Critica pubblicate su Flickr non riporta né i nomi degli autori né il link diretto agli scatti originali.
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11 febbraio 2008 · Archiviato in Censura
L’indignazione a reti e schieramenti unificati che ha accolto la notizia della pubblicazione sul web di una “lista nera” di 162 professori universitari ebrei, o considerati tali, rischia di non rendere un buon servizio alla lotta contro l’antisemitismo. Tanto meno alla verità. Ferma restando, infatti, la necessità di non abbassare mai la guardia di fronte a episodi di intolleranza e intimidazione, il clamore mediatico provocato dalla vicenda ha fatto da megafono alla lista in questione, che una volta “oscurata” è stata più letta di quando era liberamente consultabile in rete.
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30 gennaio 2008 · Archiviato in Media, Politica
Le ambizioni presidenziali del Titanic Giuliani si sono schiantate la scorsa notte contro l’iceberg della Florida. Nulla da fare per il “sindaco-eroe dell’11 settembre”, che fino all’ultimo – nonostante i poco incoraggianti sondaggi della vigilia – ha ostentato ottimismo, salvo ritrovarsi ancora una volta alle spalle di John McCain e Mitt Romney, distanziato di una ventina di punti percentuali – una voragine – dal vincitore.
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25 gennaio 2008 · Archiviato in Media, Politica, Tecnologia
“A un anno dal 20 gennaio 2009, giorno del giuramento del nuovo presidente Usa, in Italia c’è chi ha già prenotato il biglietto per Washington in caso di vittoria di Hillary Clinton”. Il più intimo tra i sostenitori italiani dell’ex first lady, rivela l’Espresso in edicola, è l’ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando, oggi deputato dell’Italia dei Valori.
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23 gennaio 2008 · Archiviato in Media, Politica
Il canto del cigno del governo Prodi suona anche come un requiem alla grande riforma mancata. Che non è quella elettorale, sulla quale in questi mesi si sono concentrate per l’ennesima volta le energie e le chiacchiere della classe politica, bensì quella della tv, già oggetto del mea culpa collettivo del centrosinistra durante l’ultimo quinquennio berlusconiano.
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17 gennaio 2008 · Archiviato in Media, Politica
La vicenda della contestata visita di Ratzinger alla Sapienza, conclusa – nella sostanza se non nelle chiacchiere – con il dietrofront del papa di martedì sera, conferma la vocazione italiana all’iperbole, al provincialismo e al melodramma. Nella tentazione, purtroppo, stanno cadendo in molti, a partire dai direttori dei due principali quotidiani italiani, Paolo Mieli (Corriere della Sera) ed Ezio Mauro (La Repubblica).
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18 dicembre 2007 · Archiviato in Media, Politica
L’inchiesta di Repubblica che ha denunciato l’eccessiva disinvoltura della Guardia di Finanza, sotto il comando del generale Roberto Speciale, nel concedere passaggi aeronavali a esponenti di primo piano del governo di centrodestra, scivola sulla buccia della matematica. L’autore del servizio, Carlo Bonini, sostiene infatti che, dopo il cambio di maggioranza di un anno e mezzo fa, a Palazzo Chigi si avverte una maggiore sobrietà nel ricorso a questi passaggi. I numeri pubblicati dal quotidiano, però, raccontano un’altra storia.
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13 dicembre 2007 · Archiviato in Giornalismo
“The medium is the message”, spiegava Marshall McLuhan. Il mezzo è il messaggio, o almeno condiziona il messaggio che vogliamo trasmettere attraverso di esso. Ed era certamente vero anche nel caso della macchina da scrivere, che pur non essendo di per sé un mezzo di comunicazione condizionava il lavoro del giornalista, costringendolo a lunghe riflessioni prima di passare a ticchettare sui suoi tasti. Troppa avventatezza, infatti, rischiava di essere pagata a colpi di bianchetto o, nei casi più disperati, con una riscrittura del pezzo da cima a fondo, sempre con l’ansia di sbagliare di nuovo e dover ricominciare da capo.
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10 dicembre 2007 · Archiviato in Censura
La satira scatologica sul guerrafondaio Giuliano Ferrara – e su tre pezzi da novanta come Berlusconi, Previti e Dell’Utri – è costata il posto a Daniele Luttazzi, licenziato dalla 7 a poche settimane dal ritorno in tv con “Decameron” dopo l’esilio pluriennale determinato dall’editto bulgaro del 2002. E’ la definitiva conferma che nella televisione italiana si possono tranquillamente trasmettere programmi di merda, ma è assolutamente vietato parlarne. Della merda.
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25 novembre 2007 · Archiviato in Ambiente e salute, Media, Politica
La sexy infermiera con il ghigno da serial killer, come l’ha impietosamente definita qualcuno, si è presa una rivincita sui suoi detrattori. Dopo settimane di sbeffeggiamenti e drastiche bocciature, infatti, i risultati di un’indagine della Swg hanno promosso a pieni voti, o quasi, la campagna di comunicazione “Pane, amore e sanità”, commissionata a Oliviero Toscani dal ministero della Salute per celebrare il trentennale del Servizio sanitario nazionale.
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6 novembre 2007 · Archiviato in Censura
Si può riferire del cordoglio di Silvio Berlusconi per la morte di Enzo Biagi senza citare il famigerato “editto bulgaro” del 2002? Non solo si può, ma si fa. Lo ha fatto, per esempio, il Tg1, che pur dedicando un ampio spazio a interviste e servizi dedicati alla scomparsa del giornalista, non si è preoccupato di rinfrescare la memoria ai suoi telespettatori, declassando la purga berlusconiana di cinque anni fa al rango di screzio.
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15 luglio 2007 · Archiviato in Giustizia e ingiustizie, Media, Politica
Stupisce lo stupore rispetto al tono mieloso con cui Berlusconi ha commentato la notizia del coinvolgimento del presidente del Consiglio nell’inchiesta “Comitato d’affari” della procura di Catanzaro: “Mi limito ad augurare a Romano Prodi di uscire presto e con onore da questa situazione”. E’ vero, infatti, che il capo del centrodestra, tra “coglioni” e “stronzate” varie, ha ormai abituato gli italiani a un altro genere di linguaggio, più “ruvido”. Parlando di Prodi, però, pensava soprattutto a se stesso.
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