La quarta T di Cremona
Alle sue tradizionali tre T – Torrone, Torrazzo e Tettone – Cremona si appresta ad aggiungerne una quarta. Quella del Terzo Ponte promosso dalla società Autostrade Centropadane, che dovrebbe collegare la sponda piacentina e quella cremonese del Po e ha scatenato la protesta delle associazioni ambientaliste attive su entrambi i versanti del fiume, Wwf, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Gis Cavatigozzi e Ambiente Territorio Società.
A osservarli nel silenzio della notte dal cavalcavia del cimitero, addormentati uno accanto all’altro, come gatti, sui binari di fronte alla stazione di Cremona, i treni fanno quasi tenerezza. Alla luce del giorno, però, il loro effetto sull’umore dei pendolari è quasi sempre l’opposto: rabbia e frustrazione. La soluzione dei problemi delle ferrovie, infatti, in Italia sembra essere inversamente proporzionale all’enorme quantità di inchiostro versato per denunciarli, e le consuete, scontate promesse elettorali – vedi le ultime regionali – quando riguardano vagoni e locomotori sono destinate a cadere quasi sempre nel vuoto, in attesa dell’appuntamento successivo con le urne.
Dopo aver scalato le vette più alte del mondo ed essere stato protagonista di molte altre imprese al limite delle possibilità umane, Reinhold Messner ha deciso di cedere alle insistenze del leader dei Verdi, Luigi Manconi, e di intraprendere per la prima volta l’avventura della politica. Un’avventura che si è subito rivelata più insidiosa del previsto, anche per un personaggio del suo calibro.


