Lontano dagli occhi, lontano dal cervello
Dai rifiuti di Napoli al giro di vite contro immigrati, prostitute e intercettazioni, un filo nero lega i primi passi del governo Berlusconi, dando forma a quella che può essere definita la strategia della scopa e del tappeto. E’ un approccio che esalta l’apparenza a danno della sostanza, il travisamento a danno della trasparenza, ed è dunque perfettamente coerente con il dna dell’attuale maggioranza, plasmata dalla natura fondamentalmente populista e imbonitrice del suo leader.
Stupisce lo
Lunedì scorso, nella 
Mala tempora currunt, e ogni giorno le agenzie di stampa offrono materiale in abbondanza per corroborare questa sgradevole impressione. Ieri, in particolare, erano due i lanci meritevoli – si fa per dire – di citazione, accomunati dall’appartenenza alla categoria “parenti serpenti”, piuttosto affollata in una repubblica come quella italiana, fondata sul lavoro e sul nepotismo.
C’è del marcio nella triste vicenda di Silvio Sircana, il portavoce del governo Prodi indirettamente coinvolto, suo malgrado, nel cosiddetto scandalo di Vallettopoli. E non è solo il marcio di Berlusconi, che lamenta l’imbarbarimento dell’informazione come se a sbattere il “mostro” Sircana in prima pagina fossero state l’Unità o la Repubblica, e non il Giornale, il quotidiano di famiglia diretto dal fedelissimo (a Berlusconi) Maurizio Belpietro.


