Pininfarina è morto, euforia in Piazza Affari
Le istituzioni e il mondo imprenditoriale piangono la tragica scomparsa di Andrea Pininfarina, “persona di grandi qualità umane e professionali”, come l’ha definito nel suo messaggio di cordoglio il presidente di Fiat e Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo. La notizia dell’incidente stradale che è costato la vita all’erede della storica carrozzeria piemontese ha provocato, però, una reazione di segno opposto in Borsa, dove le azioni del gruppo di famiglia sono schizzate verso l’alto dell’11,44 per cento, provocando la sospensione delle contrattazioni sul titolo.
Perfettamente calato nel nuovo ruolo di portavoce di Forza Italia – una sorta di pena di contrappasso per chi è stato segretario dei Radicali italiani e presidente della Commissione Attività produttive della Camera – Daniele Capezzone, noto anche come 

A dar retta alle cronache di questi giorni, Raffaello Follieri è poco più di un mariuolo. Una sorta di Mario Chiesa, nella definizione che Bettino Craxi diede dell’ex amministratore socialista del Pio Albergo Trivulzio di Milano, all’indomani dell’arresto che nel febbraio 1992 scoperchiò il vaso di Pandora di Tangentopoli.
Dai rifiuti di Napoli al giro di vite contro immigrati, prostitute e intercettazioni, un filo nero lega i primi passi del governo Berlusconi, dando forma a quella che può essere definita la strategia della scopa e del tappeto. E’ un approccio che esalta l’apparenza a danno della sostanza, il travisamento a danno della trasparenza, ed è dunque perfettamente coerente con il dna dell’attuale maggioranza, plasmata dalla natura fondamentalmente populista e imbonitrice del suo leader.
Sono bastati pochi giorni per rendersi conto della differenza sostanziale – numeri parlamentari a parte – tra il governo Prodi e il nuovo esecutivo targato Berlusconi. Se l’esordio del primo era stato accompagnato da termini cervellotici o impopolari come cuneo fiscale, indulto o il cosiddetto “scippo del tfr”, il secondo ha inaugurato il suo mandato con parole dal significato chiaro e immediatamente comprensibile da qualsiasi cittadino.
A sette anni dalla
Sono in molti, in questo inizio di legislatura, a intonare
Pur nutrendo qualche dubbio sull’opportunità di abolire in blocco il finanziamento pubblico all’editoria, che potrebbe nuocere al già precario pluralismo dei nostri media penalizzando testate che meritano di esistere, da giornalista devo riconoscere che
“Piccolo fuori programma durante la conferenza stampa congiunta tra Vladimir Putin e Silvio Berlusconi quando una cronista russa, Natalia Melikova, della Nezavsinaya Gazeta, domanda con una certa insistenza al leader russo se fossero vere le indiscrezioni sulla sua relazione con una ex olimpionica di ginnastica artistica e altri dettagli sulla sua vita familiare e privata. Prima che Putin rispondesse, Silvio Berlusconi sorridente mima con le mani un mitra e lo indirizza verso la giornalista. Putin se ne accorge e annuisce”.
L’
Quando la Storia giudicherà, finalmente, Silvio Berlusconi – sempre che nel frattempo il fido Dell’Utri non l’abbia
A un mese dal 


