Archivi per Gennaio 2008

I media e la “strategia” di Giuliani: perdere sempre

Rudy GiulianiLe ambizioni presidenziali del Titanic Giuliani si sono schiantate la scorsa notte contro l’iceberg della Florida. Nulla da fare per il “sindaco-eroe dell’11 settembre”, che fino all’ultimo - nonostante i poco incoraggianti sondaggi della vigilia - ha ostentato ottimismo, salvo ritrovarsi ancora una volta alle spalle di John McCain e Mitt Romney, distanziato di una ventina di punti percentuali - una voragine - dal vincitore.

Commenti


Dear Leoluca, tua Hillary

Hillary Clinton“A un anno dal 20 gennaio 2009, giorno del giuramento del nuovo presidente Usa, in Italia c’è chi ha già prenotato il biglietto per Washington in caso di vittoria di Hillary Clinton”. Il più intimo tra i sostenitori italiani dell’ex first lady, rivela l’Espresso in edicola, è l’ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando, oggi deputato dell’Italia dei Valori.

Commenti (1)


Requiem per la riforma che non c’è

Il canto del cigno del governo Prodi suona anche come un requiem alla grande riforma mancata. Che non è quella elettorale, sulla quale in questi mesi si sono concentrate per l’ennesima volta le energie e le chiacchiere della classe politica, bensì quella della tv, già oggetto del mea culpa collettivo del centrosinistra durante l’ultimo quinquennio berlusconiano.

Commenti (1)


Il papa, la Sapienza e la caccia mediatica alle streghe

La vicenda della contestata visita di Ratzinger alla Sapienza, conclusa – nella sostanza se non nelle chiacchiere – con il dietrofront del papa di martedì sera, conferma la vocazione italiana all’iperbole, al provincialismo e al melodramma. Nella tentazione, purtroppo, stanno cadendo in molti, a partire dai direttori dei due principali quotidiani italiani, Paolo Mieli (Corriere della Sera) ed Ezio Mauro (La Repubblica).

Commenti (2)


Usa, Moore bacchetta Hillary e fa il tifo per Edwards

Michael Moore“Il messaggio dell’Iowa è semplice ma assordante: se sei candidato alla presidenza e hai votato a favore della guerra, perdi. E se hai votato, votato e votato di nuovo per la guerra – senza mostrare mai alcun rimorso – perdi davvero”. Inizia così il messaggio con cui Michael Moore ha commentato a caldo il risultato della prima tappa della lunga corsa alla Casa Bianca, destinata a concludersi con l’Election Day del prossimo 4 novembre.

Commenti (5)