G8 alla Maddalena? No, grazie

Essendo stato al G8 di Genova del 2001, e non in qualità di uno dei sedicenti otto “grandi”, a sei anni di distanza non ho dimenticato quella che continua a essere una delle pagine più vergognose della storia recente di questo paese. Per questo ho aderito subito volentieri – e senza esitazioni – all’appello che auspica la creazione di un fronte unitario contro l’ipotesi di ospitare l’edizione 2009 di questa fiera delle vanità e delle promesse prontamente disattese nell’isola sarda della Maddalena. Di seguito il testo completo dell’appello e, in coda, l’indirizzo di posta elettronica al quale possono essere inviate le adesioni.

A Genova per un fronte unitario contro il G8 in Italia alla Maddalena

L’idea di ospitare in Italia, all’isola sarda della Maddalena, il G8 del
2009 ci lascia sconcertati.

Nel 2001 il G8 di Genova segnò un autentico punto di svolta per la storia politica del nostro paese: un movimento nuovo e dalle dimensioni mai viste si oppose alla riunione degli “otto grandi” organizzando giornate di pacifiche contestazioni, ma fu soffocato da inaudite violenze da parte delle forze dell’ordine.

Il 20 luglio fu ucciso un ragazzo in piazza Alimonda: quell’episodio è ancora una ferita aperta, acuita dall’archiviazione senza processo dell’inchiesta giudiziaria.

A sei anni di distanza, e proprio nei giorni caratterizzati dalla denuncia di un vice questore, che in tribunale ha definito “macelleria messicana” la ben nota “perquisizione” alla scuola Diaz del 21 luglio 2001, è arrivata la notizia del vertice alla Maddalena.

Ci sembra che non vi siano, nel nostro paese, le condizioni per ospitare i cosiddetti “otto grandi”.

Da un punto di vista politico e culturale, i modestissimi esiti del G8 del
2001 (furono presi impegni sulla lotta all’Aids e altre malattie endemiche del tutto disattesi negli anni successivi) hanno dimostrato quanto fossero fondate e ragionevoli le contestazioni di allora.

Si sosteneva che gli “otto grandi” non possono arrogarsi il ruolo di “padroni” o “governatori” del mondo.

Si diceva che occorre agire per una forte redistribuzione delle ricchezze fra Nord e Sud del mondo, per un rigoroso rispetto dell’ambiente e per una democratizzazione degli organismi economici e politici sovranazionali, attualmente controllati dai paesi più ricchi del pianeta.

I fallimentari esiti di tutti i G8 che si sono susseguiti dopo quello di Genova, fino all’ultimo evento di Rostock, hanno confermato le tesi di allora: questi eventi producono un gigantesco spreco di risorse, vaghe promesse, nessuna vera decisione, e vanno in controtendenza rispetto alla necessità di costruire un sistema internazionale democratico globale. Diversi statisti di diverso orientamento politico ormai denunciano apertamente la inutilità dei vertici G8.

Sul piano poi della credibilità istituzionale del nostro paese, ci pare che l’atteggiamento tenuto dai vertici delle forze dell’ordine in questi anni impedisca anche di ipotizzare una nuova riunione del G8 sul suolo italiano.

Le nostre forze di polizia, e anche i governi che si sono succeduti, non hanno ancora chiesto scusa alle vittime italiane e straniere per le violenze e gli abusi del 2001, né hanno preso pubblicamente e ufficialmente le distanze da operazioni – come il blitz alla Diaz e le torture nella caserma di Bolzaneto, solo per citare i casi più eclatanti – assolutamente indegne di un paese civile.

I massimi dirigenti delle forze dell’ordine in carica nel 2001 sono ancora ai loro posti, e anzi alcuni di loro, per quanto imputati nei processi seguiti al G8, sono stati promossi.

In queste condizioni, pensare di organizzare una nuova riunione del G8 è inaccettabile e quasi provocatorio.

L’isola di La Maddalena, inoltre, deve ancora essere pienamente restituita alla sovranità nazionale e alla comunità sarda, dopo anni di servitù agli Stati Uniti, e con la base ancora da svuotare, dovrebbe venire di nuovo sequestrata, blindata e recintata.

Per quest’insieme di ragioni crediamo che quanti parteciparono al G8 genovese e tutti coloro che condividono questo appello debbano ritrovarsi e formare un fronte comune per contrastare il progetto di organizzare il vertice alla Maddalena nel 2009.

Alle motivazioni del 2001 si sono aggiunte le ferite procurate dalle violenze delle forze dell’ordine e dalla successiva copertura politica assicurata ai responsabili di quegli abusi.

Il vicino sesto anniversario del G8 2001, fra il 20 e il 22 luglio a Genova, può essere l’occasione per riunirsi e discutere su come dire no al vertice alla Maddalena, ascoltando in primo luogo la voce dei movimenti e delle organizzazioni di società civile che in Sardegna hanno lottato per tanti anni e si stanno organizzando per costruire un fronte unitario contro il G8.

E’ nostra intenzione incontrarci a Genova la mattina di sabato 21 luglio 2007.

Per adesioni inviare mail a nog8italia@libero.it

Primi firmatari
Lorenzo Guadagnucci (comitato Verità e Giustizia Genova), Enrica Bartesaghi (comitato Verità e Giustizia Genova), Giuliano Giuliani (comitato Piazza Carlo Giuliani onlus), Vittorio Agnoletto (già portavoce del Genoa Social Forum), Antonio Bruno (Forum Sociale Ponente Genovese), Raffaella Bolini (Arci), Alfio Nicotra (ex portavoce Prc nel Genoa Social Forum), Alessandra Mecozzi (Fiom Cgil, ex portavoce Genoa Social Forum), Marco Bersani (ex portavoce di Attac, Genoa Social Forum), Anna Pizzo (ex portavoce Genoa Social Forum), Fiorini Iantorno (ex portavoce Genoa Social Forum), Alberto Zoratti (ex portavoce Genoa Social Forum), Nicola Fratoianni, Maurizio Gubbiotti (coordinatore segreteria nazionale Legambiente), Norma Bertullacelli, Davide Barillari (presidente Associazione Tatavasco), Mario Cena (coordinatore commissione Ambiente federazione di Torino Prc-Se), Franco Zunino (assessore Ambiente Regione Liguria), Mirella Deluca, Rita Lavaggi, Andrea Agostini (Legambiente Liguria), Daniela Lonano, Luca Moro, Giuseppe Gonella (Puntorosso Genova), Manlio Massi (Associazione Progetto Gaia).

Post scriptum. Sempre a proposito di G8, ne approfitto per segnalare un altro appello che ribadisce la richiesta dell’istituzione di una Commissione d’inchiesta parlamentare sui fatti di Genova, come previsto anche dal programma elettorale dell’Unione. Il testo dell’appello e l’indirizzo e-mail al quale segnalare, eventualmente, la propria adesione sono pubblicati in questa pagina sul sito del settimanale Carta.


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12 Commenti »

  1. stefano scrive,

    2 luglio 2007 @ 16:24

    Ok tutte le proposte e il diritto di manifestare, ma non venite a fare casino in sardegna, tanto il G8 lo fanno lo stesso, alla Maddalena o da qualche altra parte.

  2. Simone Ramella scrive,

    2 luglio 2007 @ 17:09

    Caro Stefano, dipende cosa intendi per casino. Se intendi chiasso, mi sa che ti devi rassegnare, sempre che il G8 lo facciano davvero in Sardegna. Se intendi altro, come incidenti o atti di vandalismo, mi associo volentieri al tuo contro-appello. Del resto anche la stragrande maggioranza di chi era a Genova nel 2001 si è limitata al chiasso, manifestando pacificamente. Poi la polizia ci ha messo del suo. Tra l’altro, se sarà in Sardegna rassegnati al casino, che ci sarà comunque, con o senza manifestanti (basta che ti rileggi quello che è successo a Roma a inizio giugno per la visita di Bush). Il fatto poi che il G8 del 2009 lo facciano lo stesso in Italia, alla Maddalena o altrove, non rende inutile la protesta. Manifestare, infatti, serve anche a rendere visibile il dissenso, mettere in luce l’ipocrisia dei “grandi” e dare voce alle proposte alternative a quelle avanzate dal baraccone del G8.

  3. numanzia scrive,

    9 luglio 2007 @ 15:56

    farò girare l’appello, condivisibilissimo….

  4. Juri scrive,

    23 luglio 2007 @ 21:15

    Anche io farò girare, passa a dare una letta se ti va

  5. Eleyne scrive,

    8 ottobre 2007 @ 12:50

    sono d’accordissimo con te Simone.. manifestare vuol dire far sentire la voce del dissenso.. le disobbedienze servono a cambiare.. il fatto è che si è ancora in pochi a “giocare” per queste cose…la maggior parte della gente preferisce delegarsi alle idee degli altri… non si fanno sentire, perchè pensano: tanto cosa possiamo cambiare? niente…
    io non la vedo così… ognuno deve dire e manifestare la sua posizione…

  6. andrea scrive,

    10 ottobre 2007 @ 22:40

    il Cagliari Social Forum si è espresso contro qualsiasi G8 . Ne a La Maddalena ne altrove . Siamo stati a Genova e ancora aspettiamo giustizia per carlo per tutti quelli che il poliziotto Fournier ha chiamato macelleria messicana , parlando dei pestaggi delle forze dell’ordine.
    chiediamo di organizzare in tutta la Sardegna la contestazione al G8

  7. Anonimo scrive,

    15 ottobre 2007 @ 16:33

    FATE IL G8 A PT SS

  8. ba scrive,

    29 ottobre 2008 @ 20:20

    statevene a casa vostra che qui a casa mia la gente ha fame ed il g8 è una grande salvezza. la maddalena è per il g8. siamo 13 000 piu’ 16 000 poliziotti più vigilanti servizi vari di sicurezza e personale . 50 000 armati sino ai denti per difendere , se necessario, anche con la forza la legalità. saluti

  9. Simone Ramella scrive,

    29 ottobre 2008 @ 20:25

    Contenti voi…

  10. federica scrive,

    8 marzo 2009 @ 17:58

    grande salvezza????
    sono sarda e poichè amo profondamente la mia terra NON TOLLERO la si tratti come una COLONIA o il GIARDINO dei potenti!
    lo sviluppo che vedo per la mia terra è nella logica dell’istruzione, della salvaguardia del territorio, della valorizzazione del patrimonio archeologico, antropologico, etc…non certo ospitando l’ennesima inutile e illegittima riunione dei cosiddetti Grandi…che si dimostrano piuttosto grandi ipocriti e incapaci…che si arrogano il diritto di decidere il futuro del mondo…un mondo dove l’ingiustizia sociale e la cattiva distribuzione della ricchezza regnano…
    per non parlare degli eventi di Genova…informati sulle torture alla Diaz e su Bolzaneto…è questo ciò che vuoi per la Sardegna???

  11. claudio scrive,

    27 marzo 2009 @ 23:15

    Quel “povero ragazzo” purtroppo ucciso a Genova altro non era che un delinquentello, un teppista che ha trovato in lotte di classe (più o meno condivisibili) un pretesto per “maniferstare pacificamente” indossando mefisto e casco, ed agitando un estintore contro i rappresentanti dello Stato solo perchè il rosso dell’estintore ricorda il colore di una certa parte politica….
    Mi fate ribrezzo: avete ancora ill coraggio di definirvi pacifici e pacifisti: andatelo a raccontare a tutti quei genovesi che si son ritrovati con le auto date alle fiamme, a tutte quelle mamme che ancor oggi faticano a cancellare gli incubi che ALCUNI di voi hanno ingenerato in bimbi che, grazie a VOI, hanno vissuto l’esperienza della guerriglia “civile”.
    Siete una massa di barbari (nell’accezione peggiore del termine): siete liberi di manifestare il vostro pensiero, e vi assicuro che noi saremo lì anche per garatire a VOI questo diritto; non siete però liberi di distruggere tutto a vostro folle e vandalo piacimento, e vi assicuro che saremo lì anche per tutelare il diritto di chi con voi non è d’accordo o non lo è solo con il vostro DISCUTIBILISSIMO modo di esternare un “pensiero non violento” incendiando, devastando e picchiando gli SBIRRI, che vi ricordo sono ragazzi come voi, con idee politiche forse distanti dalle vostre, ma che saranno lì per 1200 € al mese con cui pagare affitto o mutuo, soddisfare una moglie e cresecere dei figli…
    Vergognatevi di Genova: non è una bella bandiera.
    Nè per voi, nè per noi.
    Non lo è per l’Italia, perchè non piace nè a voi nè a noi, ma l’Italia siamo voi E noi, insieme.
    Discutere sì, lottare no.
    Dateci, VOI, una lezione di civiltà,con una protesta non violenta.
    Isolando i veri violenti.
    Vedrete che non siamo noi a cercare lo scontro.

    Possiamo non esser d’accordo su un milione di cose e condividere un milione di idee: confrontiamoci, parliamo, urliamo se necessario, ma vi prego non cercate lo scontro fisico: non ne guadagnerà nessuno.
    Ed ogni colore ne trarrà solo ciò che vorrà.

  12. claudio scrive,

    27 marzo 2009 @ 23:21

    …e scusate gli errori di battitura…

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