Tuo figlio è autistico? Fallo fuori
Una madre costretta a partorire in carcere un figlio nato con una malformazione congenita. Un padre che dopo aver strangolato il figlio autistico di 26 anni viene scarcerato, guadagnandosi un invito a raccontare in prima persona la sua storia nei telegiornali della prima serata. Due vicende parallele che rischiano di passare inosservate nel giorno della grande discesa in campo di Walter Veltroni, il Mosè del popolo smarrito del centrosinistra che dal Lingotto di Torino ha dettato le sue tavole della legge. Due vicende che però rappresentano alla perfezione le contraddizioni di un’Italia sottosopra, che lascia in gattabuia chi ha appena messo al mondo un figlio, e restituisce subito la libertà, con tanto di lasciapassare televisivo, a chi ha appena ammazzato il suo.

A poche ore dall’arrivo di Bush a Roma, la domanda sorge spontanea: ne valeva la pena? Di fronte allo psicodramma di questi ultimi giorni – tra cupe rievocazioni del G8 di Genova e consueti rimpalli di accuse tra i politici dei diversi schieramenti – sembrerebbe proprio di no. A impressionare è soprattutto l’imponente macchina organizzativa, che coinvolgerà migliaia di persone e per un paio di giorni minaccia di condizionare la vita di molte altre migliaia di cittadini.

