Archivi per Ottobre 2006

Le donne dimenticate dalla Santanchè

Con le sue ripetute esternazioni televisive sul velo islamico che “non è mai simbolo di libertà” – e grazie all’involontaria e provvidenziale complicità dell’imam della moschea di Segrate, Ali Abu Shwaima – Daniela Santanchè si è conquistata in un colpo solo la solidarietà dei politici di tutto l’arco costituzionale, un posto assicurato nei prossimi talk show dedicati all’argomento, una scorta armata (un bis, dopo quella ottenuta in febbraio in seguito alla pubblicazione del libro “La donna negata”) e il plauso di molti cittadini-elettori, compresi gli ultrà dell’islamofobia che hanno inondato la rete con commenti in larga parte irriferibili.

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Liberate Gabriele Torsello

Nel giorno in cui Reporters sans frontières ha pubblicato il suo quinto rapporto sulla libertà di stampa nel mondo è opportuno raccogliere e rilanciare l’appello per la liberazione del fotoreporter italiano Gabriele Torsello, rapito in Afghanistan il 12 ottobre scorso mentre viaggiava a bordo di un autobus pubblico in direzione della capitale Kabul. Un appello ancora più necessario perché, come ha sottolineato Gennaro Carotenuto, “in giro c’è più solidarietà per tal Massimo Ceccherini, espulso dall’Isola dei famosi, una prece, che per Torsello rapito in Afghanistan”.

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Libertà di stampa, Italia 40esima nel mondo

Nel World Press Freedom Index 2006, il quinto rapporto sulla libertà di stampa nel mondo pubblicato oggi da Reporters sans frontières (Rsf), l’Italia figura al 40esimo posto – guadagnando così due posizioni rispetto all’anno precedente – ma è stata scavalcata da paesi come Bolivia, Ghana, Bulgaria e Panama, e tra gli Stati dell’Europa occidentale precede (di poco) soltanto la Spagna. Il piccolo passo in avanti dell’Italia, precisa l’organizzazione, si deve “alla fine dell’era di Berlusconi” e soprattutto al fatto che durante l’ultima campagna elettorale il suo abuso degli spazi televisivi è stato ripetutamente criticato.

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Anche altri siti nel mirino degli hacker turchi

“Il sito è in fase di ripristino, il servizio verrà ripreso al più presto”. Questo il laconico messaggio che oggi ha occupato per alcune ore l’home page del sito dell’Ordine dei Giornalisti, dopo l’attacco subito ieri da parte di sedicenti hacker turchi impegnati in una “cyber-guerra” alla Francia, colpevole di aver discusso un progetto di legge che prevede sanzioni per chi nega il genocidio armeno del 1915.

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Il sito dei giornalisti “rapito” dagli hacker

Digiti www.odg.it e al posto dell’home page del sito dell’Ordine dei Giornalisti vieni reindirizzato a una pagina che contiene - all’indirizzo http://makara.kayyo.com/h/ - un proclama in un inglese a tratti un po’ maccheronico (e in quello che sembra essere turco) di un sedicente gruppo di “guardiani della Turchia e dell’Islam”, che se la prendono con la Francia, colpevole del “genocidio in Algeria”, e le dichiarano guerra, anzi una cyber-guerra, promettendo di diventare “la sua maledizione nel mondo digitale”.

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Anna Politkovskaja, giornalista

Internazionale ha dedicato la copertina del suo penultimo numero ad Anna Politkovskaja, la giornalista russa di 48 anni assassinata il 7 ottobre a Mosca da un sicario nei pressi della sua abitazione. Dagli articoli riproposti dal settimanale emerge la figura di una donna sincera, coraggiosa, ostinata e appassionata. Virtù tanto rare quanto pericolose in un paese come la Russia contemporanea di Vladimir Putin. E, tutto sommato, anche in Italia.

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Chi la dà ce la fa

Scordatevi l’università, i master o gli stage. Se volete fare soldi e carriera concedete senza indugi le vostre grazie al potente di turno, anche se grasso e un po’ untuoso. Questo il bel messaggio che la televisione italiana trasmette alle ragazze che si affacciano sul mondo del lavoro.

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Adsl, l’Unione Europea boccia l’Italia

Contrordine. L’Italia non è più il paese dei primati nella banda larga, come aveva ottimisticamente affermato l’amministratore delegato di Telecom Italia, Riccardo Ruggiero, in un’intervista pubblicata su Affari & Finanza di Repubblica tre mesi orsono. A dirlo è l’Unione Europea, per bocca del commissario per la società dell’informazione e dei media, Viviane Reding, che il 10 ottobre in un’audizione al Senato ha definito “preoccupante” e “inadeguato” il livello di copertura della banda larga nel nostro paese.

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