Archivi per novembre 2005

Il mio ultimo editoriale

La prima pagina del Piccolo Giornale del 12 novembre 2005Sarà dura, ma da oggi dovrò abituarmi a fare a meno del rito settimanale dell’editoriale. La mia esperienza alla direzione del Piccolo, infatti, finisce qui, a un anno esatto da quando era iniziata. Sono stati 12 mesi molto intensi, vissuti con passione e quasi sempre di corsa, nel tentativo di offrire ogni sabato ai nostri lettori il miglior giornale possibile.

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La quarta T di Cremona

Alle sue tradizionali tre T – Torrone, Torrazzo e Tettone – Cremona si appresta ad aggiungerne una quarta. Quella del Terzo Ponte promosso dalla società Autostrade Centropadane, che dovrebbe collegare la sponda piacentina e quella cremonese del Po e ha scatenato la protesta delle associazioni ambientaliste attive su entrambi i versanti del fiume, Wwf, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Gis Cavatigozzi e Ambiente Territorio Società.

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La politica in tv e col pallottoliere

Per il suo ritorno il tv con “L’Infedele”, Gad Lerner questa settimana ha scelto un tema riportato di recente in auge dalle polemiche su Celentano: l’influenza della televisione sulla politica. E’ inquietante che a più di 10 anni dalla formidabile “discesa in campo” di Berlusconi – e dall’annuncio di una legge seria sul conflitto di interessi che non è mai stata approvata – si debba ancora discutere sull’eventuale importanza del controllo sul piccolo schermo per assicurarsi il consenso degli elettori.

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Il fattore “R”. Intervista a Gianmario Confortini

“Cofferati? Il suo intervento mi è sembrato totalmente fuori fase. La scelta di affrontare i problemi a valle senza considerare i problemi che stanno a monte di certi fenomeni non mi ha mai convinto. Con l’ordine del giorno che ha presentato in consiglio comunale, però, mi sembra che abbia già fatto qualche passo indietro, perché riconosce la necessità di una vera politica sociale di integrazione. Dai tempi del G8 di Genova, quando Cofferati da segretario della Cgil decise di non partecipare con il sindacato alla manifestazione di chi reclamava un altro modello di sviluppo, ho l’impressione che sia sempre in ritardo nel riconoscere determinate dinamiche sociali”.

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