Attenzione distratta sulla terza età

Le cronache delle ultime settimane offrono lo spunto per qualche riflessione sulla vecchiaia. Con il cambio della guardia alla guida della Chiesa cattolica, infatti, gli schermi televisivi e le pagine dei giornali ci hanno inondato con le immagini e i commenti su due persone anziane: Papa Wojtyla e il suo successore Benedetto XVI, che ha raggiunto il punto più alto della sua “carriera” alla soglia degli ottant’anni, ovvero a un’età in cui la stragrande maggioranza delle persone non lavora più da un pezzo. Questo per dire che la considerazione che la nostra società esprime nei confronti della terza età sembra soffrire di schizofrenia.

Da un lato, infatti, alcuni grandi vecchi come il presidente Ciampi e Papa Ratzinger (e prima di lui Giovanni Paolo II), godono di grande popolarità e ascolto, come se la vecchiaia nel loro caso costituisse un valore aggiunto. Dall’altro c’è la grande massa degli anziani comuni, quelli spesso relegati in una casa di riposo o alle cure di una badante.

O quelli come Delia Boni, l’80enne di Cremona trovata morta lunedì scorso nella sua casa, davanti al televisore ancora acceso. Con un particolare terrificante: il decesso, pare, risale a circa un mese fa. Per trenta giorni, mentre il mondo seguiva con trepidazione il calvario di Wojtyla e la scelta del suo successore, nessuno si era accorto della sua morte. Questa triste vicenda, che tuttavia è tutt’altro che eccezionale (vedi il Piccolo del 23 aprile), stride con la retorica dei molti commenti che hanno sottolineato il coraggio di Giovanni Paolo II nel “mostrare la sofferenza” dei suoi acciacchi e dei suoi anni.

Non si tratta di fare una classifica delle sofferenze, che sarebbe di cattivo gusto, ma non si può non evidenziare che mentre Papa Wojtyla ha potuto contare sul massimo livello possibile di assistenza per affrontare  la vecchiaia e la malattia di cui soffriva, moltissimi anziani nel nostro sedicente paese civile continuano a campare (e a morire) nell’indifferenza generale di un mondo in cui, salvo rare eccezioni mediatico-istituzionali, si tende a esaltare la giovinezza e a considerare i vecchi un peso o poco più.

E’ lodevole che anziani come Ciampi o il Papa vengano presi a esempio, ma sarebbe ora che lo stesso trattamento e le stesse attenzioni fossero estese alla terza età nel suo complesso. Perché nessuno debba più morire in solitudine come Delia Boni.

Editoriale pubblicato il 30 aprile 2005 sul Piccolo Giornale di Cremona 

Share/Save


Archiviato in Società

·

Indirizzo da utilizzare per il Trackback di questo post:
http://www.ramella.org/2005/04/30/attenzione-distratta-sulla-terza-eta/trackback/

Lascia un Commento