Quando l’apparenza prevale sulla sostanza
All’inizio della settimana il sindaco di Cremona ha risposto con una lettera aperta al consigliere comunale Giacomo Zaffanella, che con un’interrogazione orale aveva chiesto spiegazioni in merito alla mancata accensione delle fiaccole di Palazzo Comunale in occasione della processione del Venerdì Santo. Immagino che la risposta di Corada, puntuale e dettagliata, abbia soddisfatto il consigliere leghista, ma il punto che mi interessa è un altro.
Leggendo la lettera, infatti, non ho potuto fare a meno di pensare ai tanti episodi, locali e non, in cui l’apparenza finisce per prevalere sulla sostanza, ovvero a quanto sia forte la nostra propensione a dare importanza ai simboli e all’esteriorità, quasi sempre a discapito degli aspetti che invece meriterebbero un po’ più di considerazione. Ricordate, per esempio, il caso dell’albero di Natale addobbato con profilattici e ammennicoli anticoncezionali vari, che in dicembre aveva provocato un polverone sotto il Torrazzo? I censori dell’iniziativa l’avevano bollata come una prova di cattivo gusto, ma in pochi si sono spinti sotto la superficie per affrontare il problema vero, e cioè il fatto che in Italia, e ancor più nella nostra Lombardia, l’Aids si diffonde soprattutto tra gli eterosessuali, proprio perché i profilattici sono considerati un optional anche nei rapporti occasionali.
Un caso ancora più eclatante di questa tendenza diffusa a nascondere i problemi veri sotto il tappeto è quello che riguarda le proposte sulla prostituzione annunciate più volte, e spesso pretestuosamente, dall’attuale maggioranza. Per giustificare la richiesta di riaprire le case chiuse, infatti, la motivazione ricorrente è quella di dover togliere le prostitute dalle strade, “dove possono vederle anche i bambini”. Come a dire che lo sfruttamento della prostituzione praticata all’interno di un appartamento o una casa chiusa si può anche digerire, ma che tutto avvenga alla luce del sole (o dei lampioni) no, non si può proprio accettare.
Gli esempi di questo tipo che si potrebbero citare sono tantissimi, ma tornando al caso iniziale, quello delle fiaccole spente del Palazzo Comunale, non si può non rilevare che forse i consiglieri comunali potrebbero spendere meglio il loro tempo, dando così al sindaco e ai suoi collaboratori la possibilità di occuparsi dei problemi veri della città. Se è vero, infatti, che simboli e apparenza sono importanti, e ai leghisti in questo senso andrebbe assegnata una laurea honoris causa, la sostanza meriterebbe una buona volta un po’ più di considerazione.
Editoriale pubblicato il 16 aprile 2005 sul Piccolo Giornale di Cremona
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