La speranza parte da Casalmaggiore
Cercasi disperatamente consulente politico per cogliere il senso dell’operazione portata avanti a Cremona dai consiglieri comunali Giuseppe Bosio e Luca Genesi, della Margherita, che insieme al verde Matteo Lodi nei giorni scorsi hanno formato un nuovo gruppo ribattezzato “Uniti per l’Ulivo”. Può darsi che l’operazione un senso ce l’abbia, ma è impossibile non cogliere il paradosso tra la scelta compiuta, l’abbandono dei rispettivi gruppi consiliari, e l’esaltazione dell’unità che emerge dalla sigla prescelta. Agli occhi di un profano come il sottoscritto, “Separati per l’Ulivo” sarebbe stato un nome più adeguato…
Stando alle cronache di questi giorni, è forte il sospetto che i fondatori del nuovo gruppo si siano ispirati all’opera degli esperti di comunicazione del centrosinistra, che dopo la famigerata Gad hanno sfornato il nuovo nome della coalizione che sfiderà il Polo alle politiche del prossimo anno. Si chiamerà “L’Unione”, con l’apostrofo rosso. Che dire? Complimenti per la fantasia, ma unione di che? Per quanto ci riguarda abbiamo già nostalgia della Gad, che pur essendo una sigla ugualmente insipida aveva almeno il merito di poter essere infilata senza problemi in qualsiasi titolo. Ora urge una circolare interpretativa che ci spieghi come andranno chiamati gli esponenti dell’Unione: unionisti, unioncini, unitari?
Uno che non ha certamente bisogno di consulenti per la comunicazione è invece il ministro per le Riforme, Roberto Calderoli, sempre lesto a scovare la battuta ad effetto di cui far dono alle agenzie di stampa. L’ultima in ordine di tempo è quella sulla possibile alleanza del centrodestra con i radicali: “I radicali liberi fanno male a tutte le coalizioni, le fanno invecchiare…”. Nel recente passato ricordiamo la trovata della taglia per gli assassini del benzinaio di Lecco e l’uscita davvero spassosa sull’Italia “paradiso dei finocchi irregolari”. Si usa dire che ognuno ha i rappresentanti che si merita, quindi evidentemente ci meritiamo di avere come ministro Calderoli, che in qualsiasi paese civile avrebbe serie difficoltà a farsi eleggere perfino in un consiglio di circoscrizione.
Nella nostra provincia, invece, il suo esempio fa proseliti. Si vedano a questo proposito le dichiarazioni sconclusionate di alcuni esponenti di Forza Italia e della Lega sulla questione del voto agli immigrati a Casalmaggiore, volte solo a sollazzare per fini elettorali gli istinti più bui della propria base. Fortunatamente, però, da Casalmaggiore arriva anche la conferma che in entrambi gli schieramenti ci sono ancora politici che prendono sul serio il proprio ruolo e che cercano di trovare soluzioni concrete ai problemi della collettività, piuttosto che crearne di nuovi per i propri interessi di bottega.
Editoriale pubblicato il 12 febbraio 2005 sul Piccolo Giornale di Cremona
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