Archivi per Febbraio 2005

Lettera aperta a Enrico Pirondini

Caro Pirondini, ho deciso di scriverle questa lettera aperta dopo aver letto il sermone domenicale che ha dedicato alla manifestazione organizzata a Roma per Giuliana Sgrena. Le confesso che mi capita (quasi) sempre di trovarmi in disaccordo con lei. In questo caso, però, ho avvertito anche il dovere civico di risponderle.

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A volte ritornano

In realtà non se ne sono mai andati. Sono quei personaggi della Prima Repubblica che credevamo ormai relegati nell’oblio della storia, travolti dalla loro ambizione e dalla brama di potere e/o denaro. Nell’Italia contemporanea dove tutto è capovolto, dove i giudici vengono giudicati dagli imputati, dove Berlusconi si lamenta, in tv, di essere censurato dalle tv, dove i guerrafondai si travestono da portatori di pace e i razzisti si meritano un posto al governo, non bisogna però dare nulla per scontato.

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La disfida dei manifesti

Il più bravo di tutti, per ora, è stato Luciano Pizzetti, consigliere regionale uscente e candidato per la riconferma al Pirellone nella lista Uniti nell’Ulivo. Non solo, infatti, ha bruciato sul tempo tutti gli altri candidati, facendo spuntare i suoi manifesti elettorali in diversi angoli della città già da alcuni giorni a questa parte. A colpire è anche la posa prescelta, di tre quarti, come prima di lui ha fatto Nichi Vendola in Puglia, con la testa leggermente reclinata verso il basso, gli occhi puntati verso l’obiettivo e un’espressione non troppo istituzionale, ma neppure troppo scanzonata. Il tutto accompagnato dallo slogan “Dalla parte delle nostre parti”, seguito subito dopo da una sorta di impegno-promessa: “Per essere più forti in Lombardia”.

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Oil For…migoni?

Per il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, il 2005 finora è stato avaro di soddisfazioni. Prima Berlusconi e la Lega gli hanno messo i bastoni tra le ruote, bocciando la sua “lista del presidente”, che aveva già cominciato a pubblicizzare attraverso l’affissione di maxi-cartelloni senza simboli di partito. Poi il Sole 24 Ore e il Financial Times, con la pubblicazione di nuove rivelazioni sul suo presunto coinvolgimento nello scandalo “Oil for food”, una torbida storia che ruota attorno all’ex regime iracheno di Saddam Hussein e al suo petrolio, hanno definitivamente rovinato l’umore del governatore e, soprattutto, rimesso in discussione la sua riconferma alla guida del Pirellone per il terzo mandato consecutivo, che fino a qualche settimana fa sembrava arcisicura.

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La speranza parte da Casalmaggiore

Cercasi disperatamente consulente politico per cogliere il senso dell’operazione portata avanti a Cremona dai consiglieri comunali Giuseppe Bosio e Luca Genesi, della Margherita, che insieme al verde Matteo Lodi nei giorni scorsi hanno formato un nuovo gruppo ribattezzato “Uniti per l’Ulivo”. Può darsi che l’operazione un senso ce l’abbia, ma è impossibile non cogliere il paradosso tra la scelta compiuta, l’abbandono dei rispettivi gruppi consiliari, e l’esaltazione dell’unità che emerge dalla sigla prescelta. Agli occhi di un profano come il sottoscritto, “Separati per l’Ulivo” sarebbe stato un nome più adeguato…

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Sarfatti: “Per la Lombardia idee, non facce”

“Sulla vicenda ‘Oil for food’ non si devono esprimere giudizi in questa fase, ma bisogna chiedere appassionatamente la verità e spiegazioni meno elusive rispetto a quanto Formigoni ha riferito finora in Consiglio regionale”. Mercoledì scorso, nel giorno della tappa cremonese del suo lungo “viaggio di ascolto” nelle varie realtà territoriali lombarde, il candidato presidente del centrosinistra alle prossime elezioni regionali, Riccardo Sarfatti, si è trovato servito su un piatto d’argento, in questo caso le pagine del Sole 24 Ore, l’assist che sogna ogni attaccante. Invece di tirare a occhi chiusi in porta, però, l’aspirante bomber della Gad ha preferito appoggiare la palla in rete senza infierire troppo sull’avversario.

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C’è terrorismo e terrorismo

In settimana il gip di Brescia, Roberto Spanò, ha ribaltato il giudizio della collega milanese Clementina Forleo, secondo cui la guerriglia, in un contesto bellico, non può essere considerata terrorismo. “Azioni violente, condotte anche con il ricorso a kamikaze da portatori di ideologie estremiste islamiche - ha replicato Spanò - vanno senz’altro definite a ogni effetto come atti di terrorismo”.

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“Riattivare Caorso? Ormai è impossibile”

Se il nucleare avrà davvero un futuro in Italia, come auspica il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, questo futuro non passerà per la centrale nucleare di Caorso, che entro il 2020 sarà smantellata definitivamente. A stilare il certificato di morte definitivo per Arturo, come è stato ribattezzato il reattore nucleare che sorge nel territorio piacentino a una ventina di chilometri da Cremona, sono i responsabili della Sogin, l’ente cui il governo ha affidato il compito di smantellare le centrali nucleari italiane.

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