Regionali, Margherita in fermento

Alla vigilia dell’anno nuovo, all’interno dei partiti cremonesi sale la “febbre candidature” in vista delle elezioni regionali. In fermento, in particolare, è la Margherita, alla quale sembrano stare sempre più stretti i panni di vassallo dei Ds. La conferma arriva dai nomi che hanno cominciato a circolare per la candidatura del centrosinistra vacante accanto a quella arcisicura di Luciano Pizzetti, segretario lombardo dei Ds e consigliere regionale uscente, deciso a bissare l’esperienza al Pirellone.

Se fino a qualche tempo fa, infatti, Pizzetti sembrava destinato a essere affiancato da un candidato “morbido”, destinato a non intralciargli il passo, negli ultimi giorni si è fatta largo l’ipotesi che possa essere Giovanni Biondi a rappresentare la Margherita nella corsa elettorale dei prossimi mesi. Forte dei consensi personali ottenuti nel giugno scorso, l’attuale assessore provinciale all’Ambiente e presidente dell’Ato potrebbe scendere in campo per tentare di ridurre la percentuale di voti che allo stato attuale separa la Margherita dai Ds. Il senso di una candidatura autorevole come quella di Biondi o, in alternativa, del capogruppo della Margherita in Comune, Giuseppe Ceraso, sarebbe proprio questo, visto che nessuno, memore dei risultati dell’ultima tornata elettorale delle regionali, quando Pizzetti ottenne il triplo dei voti di Bertesago, sembra mettere in dubbio che a rappresentare il centrosinistra cremonese al Pirellone sarà ancora una volta il candidato Ds.

In ogni caso, la partecipazione di Biondi alla corsa per la Regione potrebbe rappresentare una sorta di riscaldamento in vista delle politiche del 2006, che vedono l’assessore provinciale in pole position per aggiudicarsi una candidatura al Parlamento nazionale. Sempre che le voci di questi giorni non si rivelino un fuoco di paglia e la Margherita, alla fine, non finisca per optare per uno dei cosiddetti “candidati del territorio”, come il sindaco di Casalmaggiore, Luciano Toscani, presidente dell’assemblea provinciale del partito, o Vincenzo Cappelli, assessore alla Cultura a Crema.

Quella del toto-candidature non è, però, l’unica questione con cui deve fare i conti il centrosinistra. Resta da sciogliere, infatti, anche il nodo che riguarda la presentazione o meno della lista unitaria. A questo proposito, Biondi e Pizzetti, che per il momento sulle candidature preferiscono mantenere entrambi le bocche cucite, non si sottraggono a un commento. Ma se per il primo la scelta del centrosinistra di presentarsi unito in Lombardia è ormai acquisita, per il secondo, al contrario, “non è scontata”. Dopo aver messo d’accordo Margherita, Ds e Repubblicani Europei, infatti, resta da convincere lo Sdi, fermo per ora sulla linea favorevole alla lista unitaria solo se verrà realizzata in tutta Italia. Una posizione, questa, che per Pizzetti equivale, di fatto, a un rifiuto del listone.

L’uscita da questa fase di stallo potrebbe essere favorita dai consensi suscitati dalla designazione di Riccardo Sarfatti ad avversario di Formigoni nelle prossime regionali. Sebbene la sfida al governatore uscente appaia proibitiva, infatti, i commenti ufficiali dei leader del centrosinistra locale finora sono stati tutti di segno positivo. “Riccardo Sarfatti è espressione di una classe imprenditoriale moderna e attenta alla cultura dei diritti – spiega Pizzetti – E’ un interlocutore credibile, capace di parlare a tutte quelle realtà lombarde che da tempo invocano un cambio di rotta, non solo sul versante politico. Per questo le forze della coalizione lo hanno scelto. E’ l’uomo che incarna al meglio la sfida riformista che il centrosinistra vuole lanciare in Lombardia”. La sua candidatura, ha poi ribadito il segretario regionale Ds, “è stata una scelta unitaria, presa da tutta la coalizione”.

Anche Biondi, dal canto suo, assicura il massimo sostegno al candidato-presidente del centrosinistra: “Siamo delusi da come Formigoni ha trattato il sud della Lombardia nel corso del suo mandato - spiega - Perciò sosterremo con forza Sarfatti. Ritengo, inoltre, che la designazione di un candidato come lui, espressione della società civile, rappresenti la scelta più giusta da contrapporre a un politico di lungo corso come l’attuale presidente della Regione”.

A dispetto delle previsioni sfavorevoli, intorno al nome di Sarfatti si sono già mobilitati i movimenti vicini al centrosinistra. Il Comitato “Cremona per l’Ulivo”, per esempio, ha salutato “con entusiasmo” la sua candidatura, assicurando che lavorerà al suo fianco “con l’obiettivo di indurre un forte cambiamento in Lombardia e di far giungere al governo della Regione un classe politica nuova, capace, aperta alla partecipazione ed al futuro”.

Soddisfazione per Sarfatti ha manifestato anche Benito Fiori, a nome del gruppo di riflessione politica “il frantoio”, che però esprime anche “stanchezza e vivo disappunto” per quelle che definisce “le irresponsabili querelle interne ai partiti del centrosinistra cremonese. E sempre con al centro la lotta per l’occupazione di poltrone”. Per Fiori, infatti, “queste esternazioni di masochismo politico ottengono solo l’obiettivo di allontanare dalla politica quella parte dell’elettorato che potrebbe essere tentata di dare il proprio voto al centrosinistra e quella che a Cremona già lo votava, ma che da tempo è messa in crisi dalle quotidiane fibrillazioni prodotte dai nocivi protagonismi di qualche eletto”.

Articolo pubblicato il 31 dicembre 2004 sul Piccolo Giornale di Cremona

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