Pacco di Natale

Per gli italiani quello di quest’anno è un Natale speciale. Insieme ai tradizionali regali, infatti, sotto l’albero troveranno anche un pacco del governo. E’ il risultato della riforma fiscale fortissimamente voluta dal presidente del Consiglio in persona, Silvio Berlusconi, che tre anni e mezzo fa conquistò lo scranno di Palazzo Chigi anche in virtù del contratto firmato nel salotto televisivo di Bruno Vespa, con cui si impegnava solennemente a semplificare e modificare, al ribasso, le aliquote fiscali.

All’epoca l’ipotesi caldeggiata da Berlusconi era costituita da due sole aliquote Irpef per tutti i contribuenti, al 23 e 33 per cento, in seguito diventate tre, al 23, 33 e 39 per cento, e infine trasformate in una sorta di 3+1, con l’aggiunta del cosiddetto “contributo di solidarietà” al 43 per cento per i redditi superiori ai 100mila euro. Un escamotage, quest’ultimo, che sembra l’ennesimo gioco di prestigio di un esecutivo che ha fatto della “finanza creativa” uno dei perni della sua azione di governo, ma in fondo quello che conta davvero è che per questo Natale ogni italiano riceverà un pacco in più.

Una volta preso atto della novità, il Caaf Cgil di Cremona, si è preoccupato però di capire che cosa troveremo al suo interno. Dolci o carbone? Calcolatrice alla mano, il servizio diretto da Attilia Cantarelli ha elaborato le tabelle pubblicate qui a fianco, che evidenziano il risparmio effettivo di otto categorie di contribuenti, tra lavoratori dipendenti e pensionati, arrivando alla conclusione che “la riforma fiscale di Berlusconi è un grande bluff”. Secondo il Caaf, infatti, molti italiani dentro il pacco donato dal governo troveranno poco o nulla. Tra chi ci troverà qualcosa, infatti, la forbice dei risparmi è compresa tra i 79 euro di un lavoratore dipendente con un reddito di 15mila euro annui e il coniuge a carico, e i 1.312 euro di un lavoratore dipendente con reddito pari a 45mila euro e coniuge più due figli a carico.

I dati, per il Caaf di Cremona, “parlano da soli ed è evidente che la progressività è mantenuta solo sulla diminuzione delle tasse per i redditi più elevati”. Come a dire che il pacco di Natale assomiglia, più che altro, a un pesce d’aprile.

Articolo pubblicato il 24 dicembre 2004 sul Piccolo Giornale di Cremona


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