I Diesse a congresso. Intervista a Pippo Superti
“L’Italia è un paese con le pile scariche. C’è una paura diffusa di impoverimento, mancano le infrastrutture e i fondi per la ricerca, i giovani dopo l’approvazione della legge Biagi devono fare i conti con le difficoltà imposte dalla precarietà… Il nostro obiettivo è quello di costruire un centrosinistra che sia in grado di ricaricare le pile al paese, offrendo alla gente un futuro con più certezze”.
Alla vigilia del congresso della Federazione dei Democratici di Sinistra di Cremona, in programma sabato 18 e domenica 19 dicembre nella Sala Zelioli Lanzini alla Fiera di Cà de’ Somenzi, il segretario Pier Attilio Superti, ormai certo di ottenere la riconferma alla guida dei Ds della nostra provincia, traccia un bilancio dell’attività degli ultimi anni, con un occhio puntato ai prossimi appuntamenti elettorali: le regionali del 2005 e le politiche del 2006.
“Se da una parte è vero che gli italiani sembrano aver perso fiducia in Berlusconi, dall’altra il centrosinistra da molti non viene ancora visto come una valida alternativa – spiega il segretario – Per costruire un centrosinistra affidabile dobbiamo prima di tutto dotarci di una classe dirigente in grado di unire il paese, per fare in modo che le differenze tra le scelte in campo non si trasformino in divisioni laceranti. Forse oggi si tratta ancora di un’utopia, ma credo che sia questa la strada giusta da percorrere”.
Dopo alcuni anni di buio, comunque, il clima complessivo in casa Ds sembra essere decisamente cambiato. “E’ vero – conferma Superti – Quello del 3, 4 e 5 febbraio sarà un congresso nazionale molto diverso, in meglio, rispetto a quello del 2001. Tre anni fa, infatti, eravamo reduci da una sconfitta elettorale molto forte, dalle dimissioni di Veltroni dalla segreteria e da un periodo caratterizzato da divisioni, come nel caso del G8 di Genova. Era il periodo in cui Moretti urlava ‘con questi dirigenti non vinceremo mai’ e non si intravedeva ancora la luce in fondo al tunnel della sconfitta. Questa volta, invece, il congresso nazionale viene dopo una serie di affermazioni elettorali dei Ds”.
I consensi ritrovati non hanno però azzerato il dibattito interno al partito sulla strategia da adottare nei prossimi mesi. Lo testimoniano anche le quattro mozioni presentate in vista del terzo congresso nazionale Ds di febbraio dal segretario Piero Fassino, da Fabio Mussi, da Cesare Salvi e da Fulvia Bandoli. Nelle votazioni svolte tra i circa 500 iscritti alle sezioni cremonesi ha prevalso, con più dell’85 per cento dei consensi, quella presentata da Fassino, seguita dalla proposta di Mussi. E il risultato cremonese riflette quello registrato a livello nazionale, che assicura così a Fassino la conferma alla guida dei Ds. “L’obiettivo di tutti è quello di arrivare a una gestione unitaria del partito – assicura il fassiniano Superti - L’elemento di diversità più forte, invece, è quello che riguarda la gestione dei rapporti con i nostri alleati del centrosinistra. Fassino coltiva l’idea di costruire un’alleanza che vada da Rifondazione a Mastella, ma che abbia come cuore pulsante e cabina di regia Uniti nell’Ulivo, mentre Mussi sostiene l’ipotesi della Gad, una grande alleanza incentrata su un solido programma condiviso da tutte le forze politiche del centrosinistra”.
Per il segretario dei Ds cremonesi l’obiettivo di riunire in una federazione le varie anime del centrosinistra va perseguito anche a livello locale: “Si tratta di un processo che deve prima essere avviato a livello nazionale, ma dobbiamo renderci conto che è venuto il momento di rinunciare alle gelosie individuali e di partito. Durante il congresso dirò anche che è importante riscoprire i fondamenti etici della politica, che non può essere ridotta a una lotta per l’occupazione del potere. Per noi, infatti, la politica è fatta di pensieri, azioni, progetti, sentimento, passione”.
Il segretario della Federazione Ds di Cremona giudica gli ultimi quattro anni trascorsi alla guida del partito, a partire dall’elezione del 2000, come “anni difficili, duri, che hanno praticamente annullato la mia vita privata e mi hanno costretto a sacrificare gli affetti personali. Fare questo lavoro, a differenza di quello che può sembrare dall’esterno, è faticoso e spesso non è fonte di grandi riconoscimenti. Sono soddisfatto, però, perché siamo riusciti a esprimere un gruppo dirigente forte e autorevole, creando anche le premesse per esprimere nei prossimi anni una classe dirigente nuova”.
Dopo aver ammesso che il partito deve recuperare la sua capacità di radicamento sul territorio, Superti rivendica quelli che considera essere i meriti principali dei Ds e, più in generale, della coalizione di centrosinistra che ha amministrato ininterrottamente il territorio cremonese dall’inizio degli anni novanta a oggi. “In questi anni – spiega – abbiamo saputo presentare un classe politica onesta e abbiamo radicalmente cambiato la natura sociale della nostra comunità. Grazie al sistema dei servizi sociali, allo smaltimento dei rifiuti e alle numerose iniziative promosse in ambito culturale, Cremona non è più la bella addormentata della Lombardia, ma, al contrario, è diventata un punto di riferimento per altre realtà. Oggi abbiamo bisogno di investire nelle infrastrutture. Non solo sulle ferrovie, ma anche sul terzo ponte autostradale e sulla nuova autostrada Cremona-Mantova”.
Il sospetto, però, è che il centrosinistra cremonese debba la sua longevità in sella a Comune e Provincia anche all’incapacità del centrodestra locale di rappresentare un’alternativa credibile di fronte all’elettorato. “E’ vero – conferma Superti – è mancata una vera alternativa e devo aggiungere che i parlamentari cremonesi con la loro assenza stanno indebolendo il nostro territorio”.
Al predominio del centrosinistra nelle istituzioni locali fa però da contraltare il controllo della Regione da parte del centrodestra. Tanto più che sono in molti, all’interno dei partiti del centrosinistra, a dare già per scontata, o quasi, la riconferma di Roberto Formigoni alla guida del Pirellone nelle elezioni del prossimo anno. “In effetti, almeno a livello nazionale, sono state sottovalutate le potenzialità che ci sono in Lombardia – spiega il segretario dei Ds cremonesi – E’ un atteggiamento sbagliato, però, anche perché nella nostra regione, come dimostra la vittoria di Filippo Penati alle provinciali di Milano, si è venuta a creare una situazione molto diversa rispetto a quella di cinque anni fa. Formigoni, è vero, è riuscito a creare un sistema di potere molto efficiente, che però comincia a mostrare qualche crepa. Basti pensare allo scandalo del programma ‘Oil for food’ o al successo che abbiamo ottenuto nella nostra battaglia contro i ticket sanitari”.
Articolo pubblicato il 18 dicembre 2004 sul Piccolo Giornale di Cremona
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