Archivi per Dicembre 2004

Regionali, Margherita in fermento

Alla vigilia dell’anno nuovo, all’interno dei partiti cremonesi sale la “febbre candidature” in vista delle elezioni regionali. In fermento, in particolare, è la Margherita, alla quale sembrano stare sempre più stretti i panni di vassallo dei Ds. La conferma arriva dai nomi che hanno cominciato a circolare per la candidatura del centrosinistra vacante accanto a quella arcisicura di Luciano Pizzetti, segretario lombardo dei Ds e consigliere regionale uscente, deciso a bissare l’esperienza al Pirellone.

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La solidarietà non è un part-time

E’ difficile fare un bilancio obiettivo dell’anno che abbiamo vissuto con le immagini della sciagura del sud-est asiatico ancora negli occhi. La prima considerazione, quasi scontata, è che il maremoto rappresenta l’evento ideale, nel senso peggiore del termine, per calare il sipario su un 2004 in cui di sangue ne è stato versato a fiotti, in Iraq ma anche altrove. E non per “calamità naturali”.

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Il bluff fiscale di Berlusconi

“La riforma fiscale di Berlusconi? Semplicemente un’operazione che dal punto di vista pratico premia i ricchi e penalizza i poveri”. Massimiliano Dolci, segretario generale della Cgil di Cremona, non è tenero con l’intervento sulle aliquote Irpef deciso dal governo. “Da tutte le simulazioni che sono state fatte esce lo stesso quadro: a risparmiare davvero sono solo i redditi più alti, mentre ai redditi da lavoro e da pensione restano solo le briciole”.

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Un partito in Rifondazione

Doveva essere un incontro dedicato alla mozione “L’alternativa di società” del segretario Fausto Bertinotti, una delle cinque presentate in vista del sesto congresso nazionale di Rifondazione Comunista, in programma dal 2 al 6 marzo 2005. E invece martedì sera si è finito per parlare di welfare, lavoro, guerra e democrazia, insieme al segretario della Cgil di Cremona Massimiliano Dolci, all’assessore comunale, Maura Ruggeri, fresca di nomina nel dipartimento Politiche sociali e welfare dell’Anci Lombardia, all’architetto e urbanista Michele De Crecchio, e a Rosita Viola, del Consorzio Italiano di Solidarietà.

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Pacco di Natale

Per gli italiani quello di quest’anno è un Natale speciale. Insieme ai tradizionali regali, infatti, sotto l’albero troveranno anche un pacco del governo. E’ il risultato della riforma fiscale fortissimamente voluta dal presidente del Consiglio in persona, Silvio Berlusconi, che tre anni e mezzo fa conquistò lo scranno di Palazzo Chigi anche in virtù del contratto firmato nel salotto televisivo di Bruno Vespa, con cui si impegnava solennemente a semplificare e modificare, al ribasso, le aliquote fiscali.

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Meno disoccupati, ma quali occupati?

La vigilia di Natale degli italiani è rasserenata dalla notizia che la disoccupazione è scesa al 7,4 per cento, ovvero al minimo storico da trent’anni a questa parte. Una notizia accolta con comprensibile soddisfazione dal ministro del Welfare Maroni, che ha stappato la bottiglia di spumante sottolineando che la diminuzione del numero dei disoccupati “è il segno che il governo ha saputo dar vita ad una riforma che già oggi sta dando i suoi frutti”.

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I Diesse a congresso. Intervista a Pippo Superti

“L’Italia è un paese con le pile scariche. C’è una paura diffusa di impoverimento, mancano le infrastrutture e i fondi per la ricerca, i giovani dopo l’approvazione della legge Biagi devono fare i conti con le difficoltà imposte dalla precarietà… Il nostro obiettivo è quello di costruire un centrosinistra che sia in grado di ricaricare le pile al paese, offrendo alla gente un futuro con più certezze”.

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Sì al voto agli immigrati

Il Comune e la Provincia di Cremona dicono sì alla modifica dei rispettivi Statuti per concedere il voto amministrativo agli immigrati in possesso di permesso di soggiorno residenti nel nostro territorio.

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Il pacifismo non è un’utopia

Nei primi mesi del 2003, mentre gli Stati Uniti si accingevano a scatenare l’offensiva militare contro l’Iraq, i guerrafondai nostrani, travestiti da “interventisti umanitari”, non perdevano occasione per bollare come sciocchi sognatori quanti (tanti) si ostinavano a opporsi alla guerra, “senza se e senza ma”.

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Diamo il voto agli immigrati

E’ passato poco più di un anno da quando Gianfranco Fini propose di concedere agli immigrati (regolari) il diritto di voto (almeno) alle elezioni amministrative, creando non poco scalpore, in primis all’interno del suo stesso partito. Oggi, però, non si festeggia un compleanno, ma si celebra un funerale, perché quella proposta è rimasta lettera morta.

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Treni, i pendolari come San Tommaso

Dopo essersi sentiti ripetere per anni le stesse promesse, i pendolari cremonesi stentano a entusiasmarsi per l’accordo raggiunto tra Regione e Fs per il rilancio delle ferrovie lombarde. “Il proclama è buonissimo - spiega Matteo Casoni, veterano del Comitato InOrario, che raggruppa i pendolari della linea Milano-Cremona-Mantova - Sembra che finalmente qualcosa si sia mosso, ma prima di gioire bisognerà verificare dove finiranno i nuovi locomotori che sono stati promessi. Ormai, infatti, siamo come San Tommaso: se non vediamo, non ci crediamo”.

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Aem, futuro in “Group”

Mentre il centrodestra milanese si divideva tra chi sostiene la linea del sindaco Albertini, che  vuole vendere l’Aem per fare cassa, e chi sta dalla parte del presidente della Regione, Roberto Formigoni, che propone una grande azienda dei servizi pubblici lombarda, giovedì 9 dicembre il centrosinistra ha promosso un convegno a Mantova per discutere il ruolo delle aziende pubbliche nel settore dei servizi.

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Fs, Lombardia penalizzata

“Il protocollo d’intesa? Un atto dovuto. Ed è solo grazie alla protesta dei pendolari che si è mosso qualcosa su questo fronte”. Dario Balotta, segretario regionale della Fit Cisl, commenta così l’accordo raggiunto la scorsa settimana tra Regione Lombardia, Ferrovie dello Stato, Rfi e Trenitalia, che prevede un investimento di 130 milioni di euro, 45 dei quali a carico della Regione, per il miglioramento della rete ferroviaria lombarda.

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Lacrime e ferrovie

Treni superveloci in grado di percorrere in pochissime ore le tratte ferroviarie più frequentate d’Italia, mentre i viaggiatori navigano in Internet o guardano un film stando comodamente seduti in poltrona. E’ questo il futuro delle ferrovie descritto su Rai Tre, nella puntata di Telecamere del 28 novembre scorso, dal ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, e dal presidente delle Fs, Elio Catania. Un futuro che ha il sapore della beffa per milioni di pendolari di tutta Italia, Lombardia in testa, costretti a fare i conti quotidianamente con un presente fatto di locomotori vecchi e tutt’altro che superveloci, carrozze sporche e stracolme, e ritardi cronici.

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Poca realtà, troppa reality

In settimane come queste, in cui milioni di italiani scendono in piazza, scioperano e si mobilitano per protestare contro una finanziaria iniqua e una riforma fiscale che toglie ai poveri per dare ai ricchi, la televisione che fa? Dà la parola ai suoi opinionisti preferiti, i protagonisti dei reality show, che dopo averci assillato per mesi dalle rispettive case e isole continuano a occupare i palinsesti anche una volta tornati alle loro esistenze “normali”.

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