Rinascimento grigiorosso

Non sarà certo la sconfitta di misura infrasettimanale rimediata sul campo del Rimini, con annessa uscita dalla Coppa Italia, a tarpare le ali all’entusiasmo del popolo grigiorosso, che dopo anni di sofferenza e rassegnazione sui campi della serie C, lontano dai riflettori dell’elite pallonara, ha ricominciato a sognare un futuro all’altezza del suo passato.

Il merito di questa fiducia ritrovata è dell’eccezionale avvio di campionato della Cremonese targata Roselli-Prisciandaro, capace di incamerare dieci vittorie nelle prime undici partite giocate, record assoluto della serie C1. In questo senso, la sconfitta di Rimini potrebbe essere salutare per riportare tutti, pubblico e giocatori, con i piedi ben saldi per terra. Il campionato, infatti, è ancora lungo e un’euforia eccessiva potrebbe finire per costare cara.

E’ un dato di fatto, però, che le imprese della truppa grigiorossa in questo primo scorcio di stagione hanno riavvicinato i cremonesi alla loro squadra. Dopo la brusca caduta dalla A fino alle periferie del professionismo, il rischio era infatti quello di finire come una Pro Vercelli qualsiasi, impantanata per sempre nella palude del calcio minore. Un rischio tutt’altro che remoto, anche in considerazione della metamorfosi subita dallo sport della pedata nell’arco dell’ultimo decennio, segnato dai debiti, dai fallimenti e da un divario sempre più marcato, se non in termini di classifica almeno in termini di bilancio, tra le “grandi” e il resto del mondo. Senza dimenticare, ovviamente, l’impatto della televisione, quella a pagamento, che ha trasformato la partita da evento collettivo a esperienza privata, da vivere non più allo stadio ma nell’intimità del proprio salotto.

C’erano tutti gli elementi, insomma, perché una piccola piazza calcistica come quella cremonese finisse relegata nell’oblio dei bei tempi che furono, legati ai ricordi dei vari Bencina e Nicoletti, Chiorri e Viganò, Tentoni e Dezotti… C’era un gran bisogno, quindi, degli exploit della squadra di Roselli per dimostrare che in fondo sognare è ancora possibile, anche all’ombra del Torrazzo. E’ per questo che, comunque si concluda questa stagione, parlare fin da adesso di “rinascimento grigiorosso” non è eccessivo. In attesa della possibile, agognata promozione in B, infatti, in molti è già rinato l’entusiasmo, che mancava dai tempi della panchina di Gigi Simoni e piano piano sta riportando sempre più tifosi sugli spalti dello Zini. Una vittoria, quest’ultima, forse ancora più importante di tutte le dieci conquistate finora sul campo.

Lunedì sera, intanto, Prisciandaro & C. avranno l’opportunità di allungare la loro striscia di successi di fronte al proprio pubblico, contro una Pro Patria che naviga a metà classifica e nelle ultime cinque partite è riuscita a racimolare solo sei punti. Guarda caso, lo stesso identico ruolino di marcia del Vittoria, con cui dovrà vedersela, in trasferta, il Pavia, unica squadra che, fino a questo momento, sembra poter ancora insidiare il rinascimento grigiorosso.

Articolo pubblicato il 27 novembre 2004 sul Piccolo Giornale di Cremona

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