Una banca d’autore

Nel deludente panorama architettonico di Cremona, caratterizzato da diversi anni a questa parte dal trionfo del finto vecchio e da un rifiuto pressoché generalizzato delle novità, qualcosa sta cambiando. In meglio. Toccherà infatti a Gae Aulenti, uno dei nomi più prestigiosi dell’architettura italiana, progettare la nuova sede centrale della Banca di Credito Cooperativo del Cremonese, destinata ad essere realizzata nell’area occupata dalle ex Officine “Aldighieri” di via Dante.

Per l’incarico era stato preso in considerazione anche un altro grande della nostra architettura, Renzo Piano, ma la scelta alla fine è caduta sulla Aulenti, anche perché il progettista del Beaubourg di Parigi, ideatore tra l’altro del portale della Fiera di Cà de’ Somenzi e della nuova sede della Banca Popolare di Lodi, sarebbe stato libero da impegni solo fra qualche anno.

L’assessore Massimo Terzi ha giudicato positivamente la scelta di affidare il progetto alla Aulenti. “Un intervento di questo tipo - ha spiegato - necessitava di un progettista di qualità, in grado di interpretare al meglio i confini del centro storico. L’area ex “Aldighieri”, infatti, si trova proprio lungo il tracciato delle antiche mura”. Per Terzi, però, “è importante che questi grandi progettisti sappiano rispettare le caratteristiche della nostra città, senza imporre forzatamente il loro linguaggio architettonico”.

Sebbene la nostra città in questo secolo non sia riuscita ad esprimere architetti di primo piano, Terzi è convinto che la situazione stia migliorando: “Al momento sono parecchi i progetti interessanti, da quello della mediateca al recupero dell’ex area “Frazzi”, senza dimenticare l’Esselunga realizzato da Gardella. La commissione edilizia ha lavorato moltissimo per promuovere la qualità architettonica, e mi sembra che i risultati comincino ad avvertirsi. Stanno crescendo molti giovani brillanti, che hanno bisogno però di avere dei punti di riferimento”.

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Gae Aulenti, una carriera lunga quarant’anni

Questo l’impressionante curriculum professionale di Gae Aulenti. Nata a Palazzolo della Stella, in provincia di Udine, nel 1927, si è formata a Milano nel gruppo di giovani legati ad Ernesto Rogers. Con lui collabora alla redazione della rivista “Casabella”, curandone la grafica e l’impaginazione. Ottenuta la laurea in architettura nel 1959, ha partecipato al movimento poi classificato come “Neo-liberty”, le cui componenti di originalità si riscontrano in diversi suoi progetti. Dal ’60 al ’62 ha insegnato con Samonà nella facoltà di architettura di Venezia e dal ’64 al ’67 in quella di Milano con Ernesto Rogers.

Deve la sua notorietà internazionale alla realizzazione di architetture di interni, allestimenti ed esposizioni per le principali industrie italiane, edifici residenziali e scolastici, oltre alla progettazione di elementi d’arredo e sistemi di illuminazione. Nel 1972 ha partecipato alla mostra “Italy: The New Domestic Landscape” al Museum of Modern Art di New York, e negli stessi anni Settanta ha iniziato l’attività teatrale, realizzando diverse scenografie per il regista Luca Ronconi, con cui dal ’76 al ’78 ha lavorato nel Laboratorio di progettazione teatrale di Prato.

Le sue realizzazioni più recenti comprendono la trasformazione in museo della Gare d’Orsay di Parigi (1980-86), la ristrutturazione di Palazzo Grassi a Venezia (1985-86), il nuovo accesso alla stazione Santa Maria Novella di Firenze (1990) e il padiglione italiano all’Expo ’92 di Siviglia. Senza dimenticare gli allestimenti effettuati a Palazzo Grassi tra il 1986 e il 1993, su “Futurismo”, “I Fenici”, “Andy Warhol”, “I Celti”, “Marcel Duchamp e Modiglioni”.

Nel 1987 le è stata conferita la Legione d’Onore francese e nel 1991 ha ottenuto il Premio Imperiale per l’Architettura di Tokyo. All’attività progettuale ha sempre unito quella critica, svolta attraverso l’appartenenza ad associazioni e la collaborazione con pubblicazioni e riviste.

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Bcc, da Casalmorano in via Dante

Il piano di recupero delle ex officine meccaniche “Aldighieri” è stato approvato poco meno di un anno fa dal Consiglio Comunale e riguarda una superficie di circa tremila metri quadrati. L’intervento riguarderà il fabbricato compreso tra viale Trento e Trieste, via Porta del Tempio e via Dante e il terreno tra via Dante e via Orti Romani.

In base al piano, l’immobile dell’ex “Aldighieri” dovrà essere demolito totalmente per essere sostituito da un nuovo edificio di forma planimetrica a doppia T, con la fronte su via Dante, a filo del marciapiede, che dia continuità alle facciate dei fabbricati già esistenti, mantenendone più o meno la stessa altezza, con un edificio disposto su tre piani. A filo della strada sarà anche il fronte su viale Trento e Trieste, unito al primo da un corpo centrale distante dalle proprietà confinanti almeno 10 metri e della stessa altezza. Nell’interrato troveranno invece spazio gli archivi, gli impianti tecnologici, il caveau, le autorimesse per i dipendenti ed i parcheggi liberamente accessibili. L’accesso a quest’ultimi avverrà dalla via Porta del Tempio con una rampa distante almeno cinque metri dalla strada.

Con la realizzazione del progetto di via Dante, è destinato a completarsi il processo di insediamento sul territorio provinciale della Banca di Credito Cooperativo del Cremonese, sbarcata in città circa quattro anni fa con la filiale di via Giordano. L’istituto di credito di Casalmorano diventerà così il secondo, dopo la Popolare, ad avere la propria sede centrale in città.

Articolo pubblicato il 27 dicembre 1999 su Nuova Cronaca


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