Archivi per Dicembre 1999

Una banca d’autore

Nel deludente panorama architettonico di Cremona, caratterizzato da diversi anni a questa parte dal trionfo del finto vecchio e da un rifiuto pressoché generalizzato delle novità, qualcosa sta cambiando. In meglio. Toccherà infatti a Gae Aulenti, uno dei nomi più prestigiosi dell’architettura italiana, progettare la nuova sede centrale della Banca di Credito Cooperativo del Cremonese, destinata ad essere realizzata nell’area occupata dalle ex Officine “Aldighieri” di via Dante.

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Vergani punta sul cioccolato

Sono giorni frenetici in via Tacito, sede della Vergani. Come di consueto, infatti, il periodo delle festività natalizie ha coinciso con un’impennata delle ordinazioni per far fronte alle quali la prestigiosa azienda dolciaria, una delle poche rimaste in mani cremonesi, è costretta a lavorare a pieno ritmo. Rispetto ai Natali precedenti, però, è cresciuto l’ottimismo, motivato dai buoni risultati registrati quest’anno nelle vendite di torrone e mostarda, a riprova che gli ultimi investimenti, insieme alla scelta di affidarsi ad un gruppo affiatato di giovani manager, stanno dando i frutti sperati.

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Anffas, Giuseppe Lupi si dimette

A un anno e mezzo dalla sua elezione alla presidenza della sezione Anffas (Associazione Nazionale Famiglie Fanciulli Subnormali) di Cremona, Giuseppe Lupi ha deciso di gettare la spugna. Così il 17 ottobre ha preso carta e penna per rassegnare le sue dimissioni dalla carica. Una scelta sofferta ma obbligata: “Mi sono dimesso mio malgrado - spiega infatti Lupi - Stavo meditando questa decisione da tempo, ma non è stato facile decidere di uscire dall’associazione”.

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L’Europa contro il “Frankenfood”

Lo scontro tra Stati Uniti ed Europa sui cibi transgenici è ormai combattuto alla luce del sole. Il vertice della World Trade Organization (Organizzazione Mondiale del Commercio), in corso in questi giorni a Seattle, ha fatto venire a galla la distanza di posizioni tra gli uni e l’altra. Da una parte gli Stati Uniti chiedono una maggiore liberalizzazione dei mercati, dall’altra il blocco europeo, il cui nocciolo duro è costituito da Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Danimarca e Svezia, tira il freno a mano di fronte a quello che è stato ribattezzato il “Frankenfood”, neologismo ottenuto fondendo la parola cibo con il nome di Frankenstein, tanto per dare l’idea di quale sia il giudizio nei confronti degli alimenti geneticamente modificati da questa parte dell’Atlantico.

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Mais Bt, un’arma contro la piralide

La prudenza è d’obbligo, ma è sbagliato respingere per partito preso le nuove opportunità che la scienza può offrire all’agricoltura. La pensa così Ernesto Cervi Ciboldi, titolare dell’omonima azienda agricola di Luignano, minuscolo paesino della campagna cremonese dalle parti di Sesto. La sua è una delle 11 aziende del nostro territorio che da alcuni anni a questa parte hanno messo a disposizione i propri campi per effettuare delle sperimentazioni sugli Organismi Geneticamente Modificati (Ogm). “Sperimentazioni - si affretta a precisare - che vengono monitorate direttamente dall’Istituto sperimentale per la maiscoltura di Bergamo, che a sua volta fa capo al ministero delle Risorse Agricole. Tutte le procedure vengono eseguite rispettando un rigido protocollo di ricerca, che prevede la recinzione delle aree coltivate con semi modificati geneticamente”.

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