Bello e impossibile

Una ridda di voci, supposizioni, pettegolezzi accompagna da un po’ di tempo a questa parte il lento cammino della Cremonese verso il baratro della serie C. Mai come quest’anno la presidenza record di Domenico Luzzara è sembrata agli sgoccioli, ma il disastroso cammino dei grigiorossi nella cadetteria sembra davvero aver segnato la fine di un’epoca. L’epoca di Luzzara, appunto, ma anche l’epoca del calcio gestito in famiglia, affidandosi ad una struttura dirigenziale artigianale, dove le relazioni personali contano più delle effettive capacità professionali.

Lo sprofondare della Cremonese verso l’anonimato del calcio minore sembra essere in buona parte la conseguenza inevitabile di questo cambiamento epocale. Adesso che la retrocessione non è più in discussione, l’argomento che tiene banco dalle parti del Torrazzo è proprio quello che riguarda ciò che succederà al termine del campionato, quando verrà delineato il futuro assetto della società di via Persico.

C’è aria di rivoluzione, e infatti, accanto ad ipotesi più o meno credibili, si stanno affastellando teorie davvero stravaganti. Come quella che prevede il ritorno di Gianluca Vialli dall’Inghilterra per acquistare la Cremonese e riportarla ai risultati di pochi anni fa. Ipotesi che ha trovato in un anonimo graffittaro la sua espressione artistica. “Comprati la Cremo”, ha scritto infatti un tifoso della Cremonese su un poster pubblicitario che ritrae Luca e, guarda caso, è stato affisso proprio di fronte allo Zini.

Per rafforzare il concetto, il tifoso senza nome ha aggiunto due bei punti esclamativi. Vialli, intanto, nel poster come nella vita se la ride. Impegnato com’è tra un flirt con la Parietti, la Premiership inglese con il Chelsea e una serata con le Spice Girls, non sembra davvero avere tempo per le quisquilie della realtà calcistica cremonese. Del resto lui stesso in un’intervista di pochi giorni fa, rilasciata ad una rivista londinese, ha ammesso che della sua città natale gli manca solo una cosa: gli amici.

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Per la Cremonese una pista bresciana

Dopo Triboldi e la Lazio, un altro nome si aggiunge alla lista dei possibili acquirenti della Cremonese. Si tratta dell’attuale sponsor della squadra, Bossini di Lumezzane, che avrebbe recentemente manifestato il proprio interesse a rilevare il controllo della società di via Persico.

Un bresciano alla guida della Cremonese? L’eventualità farà rizzare i capelli ai tifosi grigiorossi più intransigenti, ma potrebbe diventare l’unica via percorribile se nel frattempo altri candidati non busseranno alla porta di Luzzara. Per il momento la candidatura più forte continua ad essere quella dell’attuale vicepresidente Graziano Triboldi, che molti danno già per sicuro successore di Luzzara. Triboldi, in effetti, può vantare una presenza pluriennale all’interno della Cremonese, e il suo allontanamento volontario dalla gestione diretta della società, avvenuto in gennaio, dopo la famigerata partita casalinga con la Reggiana, potrebbe preludere alla sua ascesa alla poltrona della presidenza. Triboldi ha descritto il suo allontanamento come “una pausa di riflessione”, ma potrebbe trattarsi, in realtà, di una mossa strategica per non rimanere invischiato nel disastro di questa stagione e presentarsi all’inizio della prossima con una fedina calcistica macchiata solo parzialmente dai tanti errori commessi dalla dirigenza.

Teorie da fantacalcio? Può darsi. Una cosa però è certa: l’eventuale presidenza di Triboldi non sembra garantire gli elementi necessari per un rilancio della Cremonese ai livelli degli ultimi anni. La società sembra cioè destinata ad un lungo purgatorio nelle serie minori, senza concrete possibilità di risalita. Nel frattempo appare definitivamente tramontata l’ipotesi di acquisto della Cremonese da parte della Lazio di Cragnotti, con il quale Luzzara a suo tempo ha concluso importanti affari calcistici, basti pensare alla cessione alla squadra biancazzurra di Favalli, Bonomi e Marcolin, il trio di campioncini cresciuti all’ombra del Torrazzo, quando il vivaio di Cesini & C. sfornava ancora talenti in serie.

Seguendo l’esempio di altre società di serie A, vedi quanto fatto dal Milan con il Monza, la Lazio avrebbe avuto l’intenzione di trasformare la Cremonese in una sorta di succursale, dove far crescere i propri giovani prima di trasferirli nella propria squadra. Con le società più blasonate sempre più “intasate” da giocatori stranieri, che tolgono spazio ai calciatori della penisola, la moda della squadra-succursale sembra destinata ad affermarsi sempre di più.

Per la società di via Persico l’ipotesi è sicuramente interessante, ma si scontra con l’ostilità di molti tifosi, che non vedono di buon occhio la trasformazione della gloriosa Us Cremonese in un’anonima fucina di talenti da passare alla casa madre non appena compiuto il ciclo di maturazione. Secondo questa linea di pensiero, all’assoggettamento ad un’altra società è preferibile un futuro incerto, magari più grigio che rosso e privo di grossi exploit, ma se non altro retto esclusivamente sulle proprie fragili gambe. E’ la linea di chi segue la squadra sempre e comunque, indipendentemente dalla serie in cui gioca. Così facendo, però, la Cremonese, che negli ultimi anni è riuscita a diventare un passaporto per la città in Italia e nel mondo, rischia di tornare ad essere un mero fenomeno locale. Sarebbe un peccato.

Sfumato l’interesse della Lazio, si ritorna alla candidatura più quotata, ovvero quella di Graziano Triboldi, sempre che Bossini nel frattempo non decida di passare dalle intenzioni ai fatti. Entrambi dovranno comunque fare i conti con Luzzara che, dopo 33 anni di presidenza, potrebbe avere qualche resistenza ad abbandonare la società che ha guidato dalla C alla serie maggiore. Viaggio di ritorno compreso.

Articolo pubblicato il 12 aprile 1999 su Nuova Cronaca

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