Cremonese 33esima squadra del secolo

Bocciata nella classifica della vivibilità, bocciata pure in quella che prende in considerazione il rapporto tra bambini e città, a Cremona non resta che aggrapparsi allo sport della pedata per avere qualche motivo di soddisfazione. La Cremonese, è vero, langue nella zona bassa della cadetteria, alle prese con uno dei periodi più difficili della sua storia, ma nella graduatoria compilata da Datasport, e ribattezzata un po’ pomposamente “La Classifica del Secolo del Calcio Italiano”, ha conquistato un’onorevole 33esima posizione.

Non male, tenuto conto del fatto che la società di via Persico è preceduta in classifica da tutte le grandi, ma anche da alcune squadre ormai sparite definitivamente dalla circolazione o relegate nell’anonimato del calcio minore. E’ il caso della Triestina, che compare al 18esimo posto, dell’Alessandria (21ª), della Pro Vercelli (24ª), del Novara (27°) e dell’Ascoli (31°), protagonista nella massima serie fino a una manciata di stagioni fa ed ora finito ad occupare i bassifondi della C1.

La squadra grigiorossa è preceduta in classifica anche dal Pisa (32°), ora capolista in C2 dopo aver rischiato di sparire definitivamente dalla mappa del calcio italiano. Per quanto riguarda gli avversari “storici” della Cremonese, il Brescia è 20esimo, mentre il Piacenza, udite udite, è distanziato di parecchie lunghezze in 49esima posizione. Prendendo in considerazione solo le formazioni che quest’anno militano in serie B, i grigiorossi sono sesti, preceduti oltre che dal Brescia anche da Torino (4°), Genoa (10°), Atalanta (12ª) e Verona (14°). Alle loro spalle Lucchese (39ª), Reggiana (46ª), Lecce (47ª), Pescara (50ª) e Ternana (54ª).

A capeggiare la classifica assoluta, e non è una sorpresa, le società di sempre, a partire da Madama Juventus, seguita nell’ordine da Inter, Milan, Torino, Roma, Fiorentina, Bologna, Napoli, Lazio e Genoa. Questa la “top ten” del calcio italiano. Ma dov’è finito il Parma? La squadra gialloblù, prima inseguitrice della Fiorentina di Trapattoni, è solo 23esima, “vittima” dei criteri di elaborazione utilizzati per stilare la graduatoria.

Ad essere prese in considerazione sono state le 57 squadre che hanno disputato almeno un campionato di serie A a girone unico (dal 1929-30 in poi). Per ordinare le squadre sono stati sommati i punti realizzati nella massima categoria dal 1900 ad oggi con quelli conquistati nelle competizioni europee (la Coppa Campioni/Champions League dal 1955-56, la Coppa delle Coppe dal 1960-61 e la Coppa delle Fiere/Uefa dal 1955-56) e quelli ottenuti nelle edizioni della Coppa Italia dal 1922 ad oggi.

Come tutte le classifiche che cercano di condensare troppe variabili diverse, per di più distribuite lungo un arco di tempo piuttosto ampio, anche quella di Datasport finisce così per lasciare un po’ il tempo che trova. Al di là delle prime tre squadre, che da sempre si contendono lo scettro di regina del campionato, sarebbe bastato cambiare qualche criterio di elaborazione per avere una classifica radicalmente diversa.

Sono proprio questi criteri a suscitare parecchie perplessità: mettere sullo stesso piano i punti conquistati in Coppa dei Campioni con quelli ottenuti in Coppa delle Coppe o in Coppa Italia è quantomeno discutibile. Così come lo è non aver tenuto conto del cambiamento avvenuto con l’introduzione della norma che assegna tre punti alla vittoria.

Ad essere premiata, a conti fatti, è soprattutto la longevità in serie A. Non è un caso che le prime tre squadre siano anche quelle che hanno disputato più tornei nella massima serie. Il Parma, invece, paga in termini di classifica lo scarso numero di partecipazioni ai campionati di serie A: solo 12, cinque in meno rispetto alla Cremonese. La squadra gialloblù recupera qualche posizione solo grazie ai punti conquistati nelle gare europee e in Coppa Italia.

Lasciando da parte le pignolerie, godiamoci comunque il buon piazzamento ottenuto dalla società del presidente Luzzara, coltivando allo stesso tempo la tenue speranza che il blasone possa spaventare un po’ qualcuno degli avversari che sbarcheranno allo Zini prossimamente. Certo, pensando ad un altro genere di classifica, quella relativa ai depositi bancari, che vede Cremona primeggiare da tempo nella penisola, vien da pensare che forse quel 33esimo posto ci sta un po’ stretto.

Un pensiero fugace, subito sostituito da un’immagine cui abbiamo ormai fatto l’abitudine: quella degli spalti semideserti dello Zini. Tutto sommato la 33esima posizione non ci sta così stretta…

Articolo pubblicato l’11 gennaio 1999 su Nuova Cronaca


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