Archivi per ottobre 1998

Dalla parte dei semi transgenici

“Un rischio da un punto di vista generale esiste sempre nel campo delle scienze. Si è corso un rischio anche quando è stato inventato il coltello, perché il coltello può servire a tagliare il pane, ma può essere utilizzato anche per uccidere una persona”. Il professor Vittorio Bottazzi, che si occupa di biotecnologia applicata agli animali produttori di latte per l’Università Cattolica, spiega con questa battuta il suo sostegno alla ricerca nel campo delle biotecnologie.

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Ogm, altolà degli ambientalisti

Forse per esorcizzare il timore che la maggioranza dei consumatori respinga i prodotti realizzati attraverso manipolazioni genetiche, tutte le multinazionali del settore si affrettano ad elencare i settori in cui il loro utilizzo ha già fatto registrare importanti progressi, come la medicina, l’industria e, appunto, l’agricoltura. A questo proposito Celestino Spalla, autore del libro “Le biotecnologie in Italia e nel mondo”, edito da Federchimica-Assobiotec, sostiene che l’aumento consistente della popolazione mondiale, previsto per il nuovo secolo, “richiederà un aumento della produzione da 2 a 5 tonnellate per ettaro”. All’inizio degli anni Sessanta, per ogni persona nel mondo c’era infatti quasi mezzo ettaro di terra. Entro il 2010 ne avremo solo un quinto a testa.

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La genetica sbarca in tavola

L’idea di nutrirsi con cibi modificati geneticamente da scienziati in camice bianco non è delle più tranquillizzanti. Per questa ragione l’arrivo delle biotecnologie nell’allevamento e nell’agricoltura è stato accompagnato da questa parte dell’Atlantico dal sospetto degli ambientalisti e dalla diffidenza di buona parte dei consumatori. Piaccia o meno, però, l’impiego delle tecniche di manipolazione genetica nelle coltivazioni agricole in Italia sembra ormai soltanto una questione di tempo. Nel mondo sono ormai 12,4 milioni gli ettari di terreno coltivati con piante transgeniche, ma mentre negli Stati Uniti la biotecnologia è ormai una realtà accettata (o sopportata), nell’ambito dell’Unione Europea è stata rallentata dall’emanazione di alcune direttive comunitarie che prevedono una serie di controlli per verificare con certezza che non rappresenti un rischio per l’uomo, prima che ne venga autorizzato l’impiego.

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Gli invalidi “miracolati”

Lo Stato le ha revocato la pensione di invalidità e l’indennità di accompagnamento. Ora i parenti di Santina Farina, 76enne originaria di Corte de’ Frati, ricoverata presso l’ospizio Soldi di Vescovato dal 1991, stanno per rivolgersi alla Pretura di Cremona per contestare il verdetto della Commissione Medica Periferica per le Pensioni di Guerra e l’Invalidità Civile, che nel marzo di quest’anno ha visitato la donna.

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